Esonero tasse universitarie: chi non paga niente, e chi paga una parte
Come funziona l'esonero dalle tasse universitarie in base all'ISEE: le fasce, cosa copre e cosa no, e cosa fare prima che scada il termine del tuo ateneo.
Hai appena scaricato l'attestazione ISEE che hanno fatto i tuoi, e la stai guardando senza capire cosa cambia per te davvero. Sai che esiste un modo per pagare meno tasse universitarie, forse anche niente, ma nessuno ti ha mai spiegato come si calcola e soprattutto entro quando devi muoverti — perché qui, a differenza di quasi tutto il resto in questa guida, un giorno di ritardo può costarti l'intero anno.
Come funziona: non è "sì o no", sono fasce
L'esonero dalle tasse universitarie non è un interruttore che scatta sotto una certa cifra e basta sopra. Funziona a fasce, calcolate sull'ISEE Università (ISEEU) — una versione dell'ISEE pensata apposta per gli studenti, che considera il tuo nucleo familiare in modo leggermente diverso dall'ISEE ordinario che usi per altre cose (assegno unico, bonus vari). Dalla riforma delle tasse universitarie entrata in vigore per l'anno accademico 2022/2023, lo schema nazionale che quasi tutti gli atenei pubblici applicano è questo:
| Fascia ISEEU | Cosa paghi |
|---|---|
| Fino a 22.000 € circa | Esonero totale dalla contribuzione universitaria |
| Tra 22.000 € e 30.000 € circa | Contribuzione progressiva, cresce man mano che sale l'ISEE |
| Oltre 30.000 € circa | Contribuzione piena, secondo il regolamento tasse del tuo ateneo |
Le cifre di questa tabella sono i riferimenti nazionali della riforma, non un numero fisso uguale ovunque: ogni università ha un proprio Regolamento Tasse che può fissare soglie leggermente diverse, in più o in meno, dentro questi margini. Non fidarti di questa tabella per decidere se ti conviene o no fare domanda: cerca "regolamento tasse" più il nome del tuo ateneo, è un PDF pubblico e aggiornato ogni anno che ha la tua fascia esatta, in euro.
Quello che l'esonero NON copre sempre
Qui sta l'errore più comune, ed è il motivo per cui questa guida esiste: molti studenti con ISEE bassissimo scoprono a ottobre inoltrato di dover pagare comunque qualcosa, e si sentono presi in giro. Non lo sono — è che l'esonero dalla contribuzione dell'ateneo (quella che finisce nella tabella qui sopra) è una cosa diversa dalla tassa regionale per il diritto allo studio: qualche centinaio di euro l'anno, gestita dall'ente regionale (EDISU, DSU, ER.GO, DiSCo, ADISU, il nome cambia da regione a regione) e non sempre esonerata solo perché il tuo ISEE è sotto soglia.
Chi invece vince la borsa di studio regionale — quella che chiedi con la DSU del diritto allo studio, con soglie ISEE diverse da quelle universitarie — di solito ottiene anche l'esonero da questa seconda voce, oltre al contributo economico vero e proprio. È un motivo in più per fare sempre entrambe le domande, non solo quella all'ateneo: ne parlo con le scadenze regione per regione in le scadenze e novità della settimana.
Cosa devi fare, e da quando
Tre passaggi, in quest'ordine:
- Fai la DSU per l'ISEE Università (non basta un ISEE ordinario già fatto per altro): si presenta all'INPS, online con SPID o CIE, o tramite un CAF gratuitamente. Se l'hai già fatta quest'anno per altri motivi, verifica che sia il tipo "Università" — altrimenti l'ateneo non la accetta.
- Carica l'attestazione sul portale della tua università, di solito nella sezione tasse o pagamenti della tua area riservata. Non arriva da sola: se non la carichi tu entro la scadenza, l'ateneo ti applica la fascia massima, quella di chi non ha presentato l'ISEE.
- Controlla la scadenza del tuo ateneo, non un'altra: cambia da università a università, spesso fra fine settembre e fine dicembre, e a differenza di molte altre scadenze di questo sito qui non c'è quasi mai una proroga per chi arriva tardi — la fascia si ricalcola solo dall'anno dopo.
La storia con cui l'ho imparato tardi
Il mio primo anno di università me lo sono pagato per intero, io, con i soldi dei turni al locale dentro l'autodromo di Imola — 7,23 € l'ora, weekend su weekend. Non sapevo che esistesse una fascia sotto la quale non avrei dovuto pagare quasi niente, e nessuno in famiglia lo sapeva spiegare meglio di me. Ho scoperto dopo, parlando con altri studenti, che qualcuno con la mia stessa situazione economica aveva pagato una frazione di quello che avevo pagato io — semplicemente perché aveva fatto la DSU in tempo e io no. Non è stato un dramma, ma è stato un errore che si evitava con una mattinata da un CAF, non con più ore di lavoro.
La cosa da fare domani
Apri l'area riservata del portale della tua università e cerca la voce "tasse" o "contribuzione studentesca": lì trovi sia la scadenza esatta per caricare l'ISEE sia il regolamento con le tue fasce reali in euro. Se non hai ancora l'attestazione ISEEU, prenota oggi un appuntamento al CAF più vicino — è gratuito, e la lista d'attesa a ridosso della scadenza si allunga ogni anno. Se sei già in fascia esonero, controlla comunque se hai anche i requisiti per la borsa di studio regionale: sono due domande diverse, e la seconda spesso ti evita pure la tassa regionale che l'esonero dell'ateneo da solo non copre.
La guida completa su come si legge il regolamento tasse del tuo ateneo, voce per voce, è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.
Se vuoi un conto più ampio di quanto ti serve al mese oltre alle tasse — affitto, cibo, imprevisti — parto da lì in quanto ti serve davvero al mese per mantenerti mentre studi.
Hai una domanda su questa cosa? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro
