Quanto devono pagarti al minimo, per settore
In Italia non esiste un salario minimo per legge: il minimo che ti devono pagare dipende dal contratto collettivo del settore in cui lavori. Le tabelle vere di commercio e turismo, e come trovare la tua.
Ti hanno offerto 6 € l'ora per fare il cassiere il weekend e non sai se è normale o se ti stanno fregando. Cerchi "salario minimo Italia" e trovi solo articoli di politica su una legge che non esiste. Non è colpa tua se sei confuso: in Italia il minimo che ti devono pagare non è un numero unico scritto da nessuna parte, dipende dal settore in cui lavori. Ti spiego dove sta scritto davvero, e come trovarlo per il tuo caso.
In Italia non c'è un salario minimo per legge, e non è un dettaglio
L'Italia è l'unico Paese del G7 senza una soglia salariale minima fissata dalla legge, come invece esistono in Francia o Germania. Se ne parla da anni in politica — una proposta ricorrente è fissarlo a 9 € l'ora — ma finora non è mai passata. Al posto della legge, il lavoro in Italia si regola con i CCNL, i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro: oltre 900 contratti diversi, uno per settore, negoziati fra sindacati e associazioni di categoria, che stabiliscono i minimi che un'azienda deve pagare.
Questo significa una cosa pratica per te: se ti dicono "ti pago X euro l'ora" e ti chiedi se è legale, la risposta non è in una legge nazionale. È nel CCNL che quell'azienda applica — e prima ancora, nel settore in cui stai lavorando.
Come si trova il minimo del tuo settore
Ogni annuncio di lavoro, e ogni busta paga, dovrebbe indicare quale CCNL viene applicato (commercio, turismo, metalmeccanico, e così via — tantissimi). Se non te l'hanno detto, chiedilo: è una domanda legittima, non un sospetto. Da lì il minimo dipende da due cose:
- Il livello di inquadramento, che va dal più basso (di solito il 6° o 7°, per chi entra senza esperienza) al più alto.
- L'orario settimanale, tipicamente 40 ore per il full-time — se lavori part-time il minimo si riduce in proporzione.
Il numero che leggi nel contratto è quasi sempre un minimo mensile lordo, non orario. Per trasformarlo in paga oraria si usa un divisore fisso stabilito dal contratto stesso — nei CCNL commercio e turismo è 173 — quindi: paga oraria = minimo mensile ÷ 173.
Le due tabelle che ti servono davvero: commercio e turismo
Sono i due settori dove lavora la maggior parte degli studenti — cassa, negozio, bar, ristorante — quindi sono quelli su cui vale la pena avere i numeri veri, aggiornati al 2026 (fonte: tabelle Confcommercio, database ilccnl.it e bustaia.it).
| CCNL | Livello tipico da neoassunto | Minimo lordo mensile | Paga oraria di riferimento (÷173) |
|---|---|---|---|
| Commercio, 7° livello | commesso/a, magazziniere senza esperienza | 873 € | circa 5,05 €/h |
| Commercio, 6° livello | commesso/a con qualche mese di esperienza | 1.020 € | circa 5,90 €/h |
| Commercio, 5° livello | commesso/a qualificato, cassa | 1.136 € | circa 6,57 €/h |
| Turismo, 7° livello | aiuto cameriere, addetto sala | 1.413 € | circa 8,17 €/h |
| Turismo, 6° livello | cameriere/a, barista | 1.507 € | circa 8,71 €/h |
Due cose da notare guardando questa tabella. La prima: a parità di "livello più basso", il turismo parte più alto del commercio — quindi se stai scegliendo tra un lavoro in negozio e uno in un bar o ristorante a parità di orario, il secondo tende a pagare di più al minimo contrattuale. La seconda: questi sono minimi tabellari base, senza scatti di anzianità, superminimi o indennità — la tua busta paga reale può essere più alta, ma per legge non deve mai essere più bassa di questi numeri per il livello e il settore che ti applicano.
Se lavori in un altro settore (metalmeccanico, pulizie, studi professionali, agricolo), il ragionamento è identico ma i numeri cambiano — cerca "tabelle retributive CCNL [il tuo settore] 2026" e fai lo stesso calcolo.
Un esempio con il part-time, perché quasi nessuno lavora 40 ore
I minimi delle tabelle sono calcolati sul full-time, ma tu probabilmente lavori 15 o 20 ore a settimana. Il principio è che il minimo mensile si riduce in proporzione alle ore, ma la paga oraria di riferimento resta la stessa: se il minimo del tuo livello è 6,57 €/h a 40 ore settimanali, a 20 ore settimanali il tuo minimo mensile sarà circa la metà — ma l'euro all'ora non deve scendere solo perché lavori meno ore. Se in un colloquio ti dicono "siccome fai solo weekend ti pago meno all'ora", quella frase non ha basi contrattuali: le ore in meno riducono lo stipendio totale, non la cifra oraria.
Cosa fare se il conto non torna
Se dopo aver fatto i calcoli scopri che ti pagano sotto il minimo del tuo livello e settore, non significa automaticamente che sia tutto in mala fede — a volte è un livello sbagliato assegnato per errore, altre volte è una scelta consapevole di chi sa che quasi nessuno controlla. In ogni caso i passi utili sono in ordine:
- Verifica il CCNL scritto in busta paga (di solito in alto, vicino ai tuoi dati): a volte il problema è che ne applicano uno diverso da quello che ti aspetti, e magari è legittimo per il tipo di attività.
- Controlla il livello che ti hanno assegnato, non solo il settore: un livello più basso di quello che il tuo ruolo dovrebbe avere è la causa più comune di uno stipendio "basso ma non illegale sulla carta".
- Chiedi, prima di accusare: "ho visto che il minimo per questo livello è X, a me risulta Y, mi aiuti a capire?" apre una conversazione; "mi state pagando in nero" la chiude.
- Se dopo aver chiesto la cifra resta sotto il minimo e nessuno ti dà una spiegazione che regge, è il momento di rivolgerti a un patronato o al sindacato di categoria — è gratuito, ed è esattamente il motivo per cui esistono.
Il contratto vero che avevo io, e perché confrontarlo ti aiuta
Il primo contratto serio che ho avuto, in un locale dentro l'autodromo di Imola, diceva 7,23 € l'ora. A chiamata, weekend, 400-600 € al mese nei mesi normali. Quando arrivavano i concerti — per Vasco Rossi ho fatto un turno da diciassette ore e portato su per una rampa di scale centoquattro casse di birra — arrivava qualcosa in più fuori busta, e il mese record è stato 800 €.
All'epoca non avevo idea di come confrontare quella cifra con niente: sapevo solo che era il primo contratto vero che avevo, dopo lavori pagati a voce o a contatto raccolto, e mi sembrava già tanto per quello. Guardando oggi le tabelle qui sopra, un locale di ristorazione rientra tipicamente nel CCNL turismo — e i minimi di quel contratto per un livello base partono più in alto di 7,23 €. Non lo dico per dire che mi hanno fregato: non so che livello mi avevano applicato, se contava anche la parte extra dei concerti, o se il "locale dentro l'autodromo" seguiva un contratto diverso da quello standard. Lo dico perché il confronto che io non ho fatto allora, tu puoi farlo adesso, con dieci minuti e la tabella del tuo settore: prendi la cifra che ti offrono, guarda il CCNL applicato, guarda il livello, e fai la divisione. Se il numero che ti danno è sotto il minimo di quel livello, hai una domanda precisa da fare prima di accettare, non solo una sensazione.
La cosa da fare domani
Prima di accettare — o se hai già un lavoro e non l'hai mai controllato — chiedi al tuo capo o guarda la busta paga per sapere quale CCNL applicano. Poi cerca "tabelle retributive CCNL [nome del contratto] 2026", trova il livello più vicino al tuo ruolo, dividi il minimo mensile per 173 (o per le ore del tuo part-time proporzionale) e confronta il risultato con quello che ti pagano davvero. Se il numero non torna, non serve subito litigare: prima capisci, poi decidi cosa dire e a chi — ne parlo in i contratti che ti proporranno, spiegati senza avvocatese e in come si legge la busta paga, voce per voce, utile per controllare che il livello scritto in busta sia davvero quello che ti pagano.
La guida completa su come leggere un CCNL e trovare il tuo livello esatto è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.
Hai una domanda su questa cosa? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro
