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Stipendio commesso part time: quanto ti spetta davvero, ora per ora

Stipendio commesso part time: minimo CCNL, quanto pagano davvero i negozi, maggiorazione domenicale del 30%, e le ore supplementari che ti chiedono in più. Numeri veri, non a sentimento.

9 settembre 2026 · 8 min di lettura

Ti hanno proposto un part time in un negozio — venti ore, ventiquattro, forse trenta — e prima di dire sì vuoi sapere una cosa semplice: quanto ti arriva davvero in tasca a fine mese. Il colloquio ti ha dato un numero vago, "dipende dai livelli", e su internet trovi cifre che vanno da poco più di seicento euro a più di mille per lo stesso identico orario. Non è confusione: sono contratti diversi, categorie diverse, e un pezzo di verità che quasi nessun negozio ti dice prima di firmare.

Cosa fissa davvero il contratto, e cosa no

Il commesso — nel gergo del contratto "operatore di vendita" — è inquadrato in 1ª o 2ª categoria, a seconda di quanta autonomia e responsabilità ti danno (la 1ª tocca a chi gestisce anche cassa, ordini, piccole decisioni; la 2ª a chi fa reparto e vendita assistita). Dal 1° novembre 2025 i minimi tabellari lordi a tempo pieno (40 ore a settimana) sono:

CategoriaMinimo lordo mensile (40h)Paga oraria lorda (÷168)
Operatore di vendita 2ª cat.994,96 €circa 5,92 €
Operatore di vendita 1ª cat.1.187,00 €circa 7,07 €

Il divisore 168 non è un numero a caso: è quello che il contratto commercio usa per legge per trasformare uno stipendio mensile in paga oraria, per chi ha un orario di 40 ore a settimana. Se qualcuno ti fa un altro conto — mensile diviso le ore che hai davvero lavorato quel mese — sta sbagliando calcolo, in un senso o nell'altro.

Questo è il minimo legale, non quello che paga davvero il negozio. Tantissime catene strutturate — supermercati, abbigliamento di marca, elettronica — pagano di più del minimo tabellare grazie a contratti integrativi aziendali o territoriali, oppure ti inquadrano già dal primo giorno in una categoria più alta se il colloquio è andato bene. Per questo in giro trovi esempi reali di commessi part time pagati 8-10 € l'ora lordi, il 30-50% sopra il minimo di categoria: è la differenza fra quello che il contratto ti garantisce come pavimento e quello che il mercato — nella tua città, in quella catena — sta effettivamente pagando. Prima di firmare, chiedi esplicitamente due cose: la categoria di inquadramento scritta nel contratto, e la paga oraria lorda concordata. Se il negozio non vuole dirtele entrambe prima che tu firmi, è un segnale.

Le ore part time non sono tutte uguali

Il CCNL Commercio fissa 16 ore a settimana come soglia minima per un part time: sotto non si scende. Da lì in su, le forme più comuni che troverai offerte sono tre:

  • Orizzontale: lavori tutti i giorni, ma meno ore (esempio: 4 ore al giorno, sei giorni).
  • Verticale: lavori a giornata piena solo in certi giorni della settimana (esempio: giovedì, venerdì, sabato).
  • Misto: un incastro delle due, tipico dei weekend più lunghi durante i saldi o le feste.

Cambia moltissimo per te studente: il verticale ti lascia giorni interi liberi per studiare, l'orizzontale ti spezza ogni giorno un pezzo di tempo che fai fatica a riempire con qualcosa di utile. Chiedilo prima di accettare, non dopo.

Ore a settimanaLordo mensile stimatoNetto mensile stimato
16 (minimo CCNL)530-635 €440-540 €
20660-795 €550-670 €
24795-950 €660-800 €
30995-1.190 €830-1.000 €

La forbice dentro ogni riga è la stessa di sopra: 2ª categoria al minimo da un lato, 1ª categoria o paga di mercato più alta dall'altro. Il netto è una stima — con questi redditi l'IRPEF pesa poco, di solito resta l'80-85% del lordo — e cambia con le detrazioni per lavoro dipendente a cui hai diritto anche part time.

La domenica vale di più — se te la pagano giusta

Se lavori la domenica o un festivo, il contratto commercio prevede una maggiorazione minima del 30% sulla paga oraria ordinaria, obbligatoria per qualsiasi tipo di contratto, indeterminato o a termine. È un minimo: alcuni accordi aziendali riconoscono di più. Il modo per controllare che te la stiano davvero pagando non è chiederlo a voce al responsabile — è guardare la busta paga, dove quelle ore devono comparire come voce separata dall'ordinario. Se non sai leggerla, ho scritto una guida voce per voce: busta paga: come si legge.

Il supplementare: le ore in più che ti chiedono senza dirtelo prima

Questa è la parte che frega più studenti part time, non lo stipendio base. Se sei stato assunto per 20 ore e un sabato ti chiedono di farne 25, quelle 5 ore in più si chiamano lavoro supplementare, e per contratto vanno pagate con una maggiorazione — di solito fra il 15% e il 30% sulla paga oraria ordinaria, secondo quanto previsto dall'accordo aziendale o territoriale applicato al tuo negozio.

Il punto che nessuno ti dice al colloquio: il negozio può chiedertelo solo se nel tuo contratto c'è scritta una clausola di elasticità o flessibilità che lo prevede esplicitamente. Senza quella clausola, firmata da te, non sei obbligato ad accettare ore fuori dall'orario pattuito — puoi dire di no senza che sia un motivo di licenziamento. Se il tuo capo ti tratta il supplementare come scontato e in busta paga non vedi la maggiorazione, è lì che si parla di lavoro non pagato come dovrebbe, di cui parlo per esteso in i contratti che ti proporranno, spiegati senza avvocatese.

Chi ti dà i turni buoni, e perché non è fortuna

A diciotto anni facevo lo steward a Bologna, eventi e convegni all'Università — completo intero comprato da Zara con i risparmi, cento euro fra camicia, pantaloni e scarpe. Un giorno, alla stessa conferenza, mi sono trovato a due metri da Mario Draghi in una stanza vuota, unico altro presente oltre al suo staff, e mezz'ora prima avevo bloccato l'ingresso al patriarca degli ortodossi — barba, scettro, quattro energumeni alti un metro e novanta — prima che qualcuno mi spiegasse chi fosse. Stessa paga oraria di un collega parcheggiato tutto il giorno in un corridoio laterale a controllare biglietti. La differenza non era la fortuna: era che mi avevano già visto affidabile, e mi mettevano dove contava di più.

In un negozio funziona identico. A parità di livello e di paga oraria, chi finisce sui turni del weekend con la maggiorazione, chi viene messo in cassa invece che sempre a rifornire scaffali, chi viene chiamato per le ore extra quando servono davvero — non è a sorteggio. È chi si è fatto notare per essere puntuale, per non sparire quando c'è da fare, per non lamentarsi della prima cosa scomoda. Le prime settimane di un part time in negozio contano più di quanto sembri: decidono che tipo di part time avrai per i mesi dopo.

La guida completa su come si legge un contratto part time riga per riga — clausole di elasticità comprese — è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.

La cosa da fare domani

Prima di firmare — o se hai già firmato e non sei sicuro — chiedi al responsabile o alle risorse umane tre cose per iscritto (anche solo un messaggio su cui rispondono): la categoria di inquadramento (1ª o 2ª), le ore settimanali esatte con la forma (orizzontale, verticale o mista), e se c'è una clausola di elasticità che ti obbliga ad accettare ore extra. Poi guarda la prima busta paga che ricevi e confronta il lordo con quello concordato a voce: se non torna, hai già la prova scritta in mano prima ancora di doverla chiedere.

Hai una domanda su questa cosa? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro

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