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Montare video per i negozi del tuo quartiere: cosa ti serve e quanto chiedere

Montatore video freelance, i prezzi per chi inizia: quante ore ti prende davvero un reel per un negozio, cosa serve, quanto chiedere e come farti pagare.

12 ottobre 2026 · 8 min di lettura

Monti video da anni. Quelli delle vacanze, i reel degli amici, magari qualcosa per un'associazione. Sai usare CapCut meglio di chiunque conosci. Poi il barista sotto casa ti dice «ma tu non sapresti farmi due video per Instagram?», e tu non sai cosa rispondere. Quanto gli chiedi? Venti euro? Duecento? Lo fai gratis «per il portfolio»?

Questo pezzo serve a rispondere a quella domanda prima che te la facciano, con i conti fatti sulle ore vere.

Cosa vendi davvero a un negozio (non è «il montaggio»)

Il barista non vuole un montatore. Vuole che il suo locale si veda su Instagram senza doverci pensare lui. Quindi quello che vendi quasi mai è solo il montaggio: è l'idea del video, le riprese, il montaggio e la consegna pronta da pubblicare.

È una differenza che cambia il prezzo. Se ti pagano «per montare», nella loro testa ti pagano per mezz'ora di lavoro al computer. Le ore vere sono altre:

  • pensare il video: cosa si mostra, in che ordine, che testo ci va sopra;
  • andare lì e girare: con i tempi di un locale vero, dove il titolare ti dice «aspetta che servo questo cliente»;
  • scegliere il girato: da venti minuti di clip ne usi quaranta secondi;
  • montare, mettere i testi, la musica, i sottotitoli;
  • le modifiche: «puoi togliere quel pezzo dove si vede il bagno?».

Quando qualcuno ti chiede «quanto vuoi per un video», tu fai i conti su tutto questo, non sull'ultima voce.

Le ore vere, e quanto chiedere: il conto che ti salva

Non esiste un tariffario ufficiale per i video dei negozi, e non ho un dato affidabile su quanto si paghi in media in Italia: le cifre che girano sui gruppi e sugli annunci vanno dai 20 € a reel a diverse centinaia, e dipendono dalla città e da chi c'è dall'altra parte. Quindi non ti do «il prezzo di mercato». Ti do un metodo: parti dalle ore e da quanto vuoi guadagnare all'ora, e il prezzo esce da lì.

Le ore qui sotto sono stime per uno che sa montare ma non è ancora velocissimo. Mettici le tue dopo il primo lavoro, e rifai i conti.

LavoroOre reali (tutto compreso)A 12 € l'oraA 18 € l'ora
Un reel da 30-45 secondi, girato da te3-4 ore36-48 €54-72 €
Un reel montato da clip che ti manda il cliente1,5-2 ore18-24 €27-36 €
Quattro reel al mese, una sola giornata di riprese10-12 ore120-144 €180-216 €
Video di un evento (festa, inaugurazione), 2-3 minuti8-10 ore96-120 €144-180 €

Perché 12 e 18 € l'ora? Perché un lavoro dietro al bancone ti dà, lordi, fra 7 e 10 € l'ora. Se il tuo servizio non ti paga almeno di più, tanto vale fare i turni: almeno lì le ore sono certe. E ricorda che su questi soldi, se ti pagano con una prestazione occasionale, ti trattengono il 20% di ritenuta. Come funziona l'ho spiegato in prestazione occasionale: come funziona davvero.

Due regole che valgono più della tabella:

  1. Il pacchetto mensile conviene a tutti e due. Quattro reel girati nella stessa mattina ti costano molte meno ore di quattro reel girati in quattro giorni diversi. Al negozio costa meno a pezzo, a te rende di più l'ora.
  2. Le modifiche si contano prima. Scrivi nell'accordo «due giri di modifiche compresi». Dal terzo in poi si pagano. Se non lo scrivi, il terzo, il quarto e il quinto li fai gratis.

Come l'ho fatto io, e quanto mi pagavano a video

Ho fatto proprio questo lavoro, per un'azienda e non per un bar. Content manager per una startup a Torino: due reel a settimana, girati a casa del CEO, script miei, montaggio mio. Ero io il reparto video dell'azienda.

Ti faccio il conto che avrei dovuto fare allora. In due mesi e mezzo, a due reel a settimana, sono una ventina di video. Totale incassato: 1.560 €, ritenuta d'acconto inclusa. Fanno circa 75-80 € lordi a reel, dentro cui c'erano l'idea, il testo, le riprese e il montaggio. E questo è il conto buono: i soldi sono arrivati solo dopo due mesi e mezzo, quando ho smesso di consegnare. Nessun contratto firmato. I mille euro al mese che pensavo fossero per me erano per tutto il reparto contenuti.

Il lavoro lo sapevo fare. Quello che non sapevo fare era chiedere: quanto, entro quando, cosa succede se non mi pagate. Mi vergognavo. È l'errore che mi è costato di più, ed è lo stesso che fa quasi chiunque inizi a montare video per qualcuno: pensi che il problema sia la qualità del video, e invece il problema è che non hai mai detto il prezzo ad alta voce.

La guida completa su come costruire il tuo primo servizio — prezzo, accordo e cosa dire al primo cliente — è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. Entri da qui.

Cosa ti serve davvero (molto meno di quello che pensi)

Per i video di un negozio non ti serve una telecamera. Ti serve:

  • un telefono recente che giri bene in 4K o in 1080p a 60 fotogrammi. Se il tuo fa video decenti con poca luce, sei a posto;
  • un programma di montaggio gratis: CapCut va benissimo per i reel, DaVinci Resolve ha una versione gratuita se vuoi qualcosa di più serio;
  • un microfono a clip senza fili, se nei video parla qualcuno. Si trovano a qualche decina di euro, e l'audio sporco è la prima cosa che fa sembrare un video fatto in casa;
  • un treppiede piccolo o un supporto, per le inquadrature ferme.

Quello che non ti serve per partire: la reflex, le luci da studio, il drone, l'abbonamento a programmi a pagamento. Compralo quando un cliente ti paga un lavoro che lo richiede, non prima. Chi spende 800 € di attrezzatura prima del primo cliente si ritrova a dover lavorare mesi solo per rientrare.

Due cose che invece sembrano dettagli e non lo sono:

  • La musica. Nei reel pubblicati dal profilo del negozio usa la libreria musicale di Instagram o TikTok. Se il video finisce in una pubblicità a pagamento, quella musica non si può usare: serve musica con licenza commerciale. Dillo al cliente prima.
  • Le persone che riprendi. Se nel video si vedono clienti o dipendenti in modo riconoscibile, serve il loro consenso. Il modo più semplice è girare quando il locale è vuoto, o riprendere mani, piatti, dettagli. Per i dipendenti, chiedi al titolare di occuparsene lui.

Dove trovi il primo negozio, e cosa gli dici

Il primo cliente è quasi sempre uno che conosci già: il bar dove fai colazione, la palestra dove vai, il parrucchiere di tua madre. Non serve un sito, non serve un portfolio da trenta video. Ne servono tre fatti bene, anche gratis per amici o per te, da far vedere sul telefono.

Come ci si arriva e cosa si dice, passo per passo, l'ho scritto per i social in diventare social media manager a vent'anni: la parte sul primo cliente vale identica per i video.

Quello che aggiungo qui è la frase del prezzo, perché è lì che ci si blocca. Funziona così:

«Ti propongo quattro reel al mese: vengo una mattina, giro tutto io, te li consegno pronti da pubblicare con i testi. Sono 180 € al mese, metà all'inizio e metà alla consegna. Proviamo un mese e poi decidi.»

Prezzo detto con una cifra, non con un «vedi tu». Acconto prima di iniziare. Un mese di prova invece di un impegno per un anno. Se ti dice di no al prezzo, chiedi «cosa ti sembrerebbe giusto?» e fai il conto sulla tabella sopra: se la sua cifra ti paga meno di un turno al bar, ringrazi e lasci stare.

Prima di cominciare, metti tutto per iscritto anche solo in un messaggio: cosa consegni, quando, quante modifiche, quanto e quando ti pagano. Il modello da copiare lo trovi in cosa devi avere per iscritto prima di iniziare a lavorare.

Quando dire di no

Ci sono richieste che sembrano opportunità e sono solo ore regalate:

  • «Fammelo gratis, poi se va bene ti pago.» Non va mai abbastanza bene. Se vuoi fare un lavoro gratis per il portfolio, sceglilo tu, a chi vuoi tu, e decidi tu quando è finito.
  • «Ti pago in visibilità, ti tagghiamo.» Un negozio con 400 follower non ti porta clienti. Ti porta un altro negozio che ti chiede la stessa cosa gratis.
  • «Mi servono tutti i giorni, ma pago a video.» Se il titolare ti vuole sempre disponibile, il suo è un lavoro da dipendente travestito da collaborazione. O ti paga le ore, o non sei disponibile tutti i giorni.
  • Il lavoro sotto sessione. Un video di un evento ti prende una giornata più due di montaggio. Prima di dire sì, guarda il calendario degli esami: dove stanno le ore per studiare se accetti?

E se a fine anno stai superando i 5.000 € di compensi da prestazione occasionale, fermati e leggi partita IVA a vent'anni: quando ti serve davvero prima di accettare il cliente successivo: sopra quella soglia scattano i contributi INPS, e il conto cambia.

La cosa da fare domani

Prendi l'ultimo video che hai montato, anche per te. Cronometra a memoria, onestamente, quante ore ci hai messo dall'idea alla consegna. Moltiplica per 15 €. Quella è la cifra minima che dovresti chiedere per un video come quello.

Poi apri le note del telefono e scrivi la frase del prezzo del paragrafo sopra, con la tua cifra dentro. Ripetila ad alta voce due volte. Sembra stupido: è la cosa che io non ho fatto, e mi è costata due mesi e mezzo senza stipendio.


Hai una domanda su come montare video per i negozi, o su quanto chiedere? Scrivimi in DM, rispondo io: ig.me/m/ale.towro

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