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Il primo conto su cui farti pagare: cosa ti serve davvero e quanto ti costa

Conto corrente per studenti: conto online, in banca, carta con IBAN o cointestato coi tuoi. Cosa serve per aprirlo, i costi nascosti e gli errori da non fare.

27 ottobre 2026 · 8 min di lettura

Ti hanno preso. Il primo giorno ti danno un foglio da compilare e c'è una riga che dice «IBAN». Tu hai la prepagata che ti ricaricano i tuoi, o un conto che ha aperto tua madre anni fa e di cui non sai nemmeno la password. Oppure non hai niente, e ti vergogni a dirlo.

Non c'è niente di cui vergognarsi: quasi tutti ci arrivano così. Ma è il momento giusto per sistemare la cosa una volta sola, perché il conto su cui ti pagano decide quanto ti costa ricevere i tuoi soldi, e quanto è facile spenderli prima di accorgertene.

Perché ti serve un IBAN tuo, e non quello di casa

Se sei dipendente, lo stipendio in contanti non te lo possono dare. Dal luglio 2018 la legge obbliga il datore a pagarti in modo tracciabile: bonifico, carta, assegno, o contanti ma solo allo sportello di una banca o della posta. Chi paga in contanti in mano rischia una multa da 1.000 a 5.000 €. Quindi un IBAN ti serve, punto.

Puoi dare quello dei tuoi genitori? Tecnicamente sì, se sei intestatario o cointestatario. Ma ci sono tre motivi per non farlo:

  • Non vedi tu i movimenti. Se la paga arriva in ritardo o più bassa, te ne accorgi quando te lo dicono loro.
  • I soldi si mescolano. Lo stipendio finisce nel mare delle spese di casa e non sai più quanto hai guadagnato e quanto hai speso.
  • Non è tuo davvero. Su un conto cointestato i soldi si presumono metà di ciascuno. Se domani vuoi spostarli, devi chiedere.

Chiedere soldi a casa ti pesa già abbastanza. Avere un posto dove i tuoi soldi arrivano e restano tuoi è il primo pezzo per smettere di farlo.

Conto corrente per studenti: le quattro strade

Non esiste «il conto per studenti» giusto per tutti. Esistono quattro tipi di strumento, e vanno bene per cose diverse.

OpzioneCi ricevi lo stipendio?Costo tipicoVa bene seOcchio a
Conto online (banca o app)SìCanone spesso zerovuoi fare tutto da telefonoprelievi e servizi che a volte si pagano a parte
Conto in banca, in filialeSìSpesso zero per giovani, poi canonevuoi una persona a cui chiederelo sconto che finisce a una certa età
Carta conto con IBANSìBasso, a volte con un piccolo canoneti serve una cosa semplice, subitolimiti di ricarica e di saldo
Conto cointestato coi tuoiSìQuello che pagano giàsei minorenne o all'iniziosoldi mescolati, non è solo tuo

Non ti scrivo i nomi dei conti né i canoni precisi, e non è prudenza: le offerte cambiano ogni pochi mesi, e un numero vero oggi è un numero sbagliato a marzo. Quello che non cambia è come si controlla, ed è la sezione dopo.

Una cosa su cui prendo posizione: per il primo lavoro un conto online a canone zero, o una carta conto con IBAN, bastano e avanzano. Non ti serve il conto con la carta di credito, il fido e il pacchetto investimenti. Se in filiale te lo propongono, ringrazia e chiedi il conto base.

Quanto costa davvero: le voci che non ti dicono

Il canone è la voce che guardano tutti. Le altre sono quelle che ti mangiano i soldi in silenzio.

  • Canone mensile. Zero è normale. Se è zero «fino a 26 anni» o «fino a 30», segnati la data in cui scade.
  • Carta. A volte il conto è gratis e la carta di debito si paga a parte.
  • Prelievi. Gratis dal bancomat della tua banca, a pagamento dagli altri: anche 2 € a prelievo. Se prelevi una volta a settimana, sono più di 100 € l'anno.
  • Bonifici. Oggi quello istantaneo non può costarti più di quello normale: lo dice una regola europea in vigore dal 2025.
  • Imposta di bollo. 34,20 € l'anno sul conto corrente, ma solo se la giacenza media supera i 5.000 €. Con uno stipendio da studente quasi sempre non la paghi.

Dove le trovi tutte insieme: nel foglio informativo del conto, che ogni banca deve pubblicare sul sito, di solito in fondo alla pagina nella sezione «Trasparenza». Sui conti correnti c'è anche un numero solo, l'ISC (indicatore sintetico di costo), che ti dice quanto spendi in un anno per un uso tipico. Confronta quello, non la pubblicità.

E se hai un ISEE basso, esiste il conto di base: per legge ogni banca deve offrirlo, e per chi ha un ISEE sotto una certa soglia (intorno agli 11.600 €, ricontrolla la cifra aggiornata) è gratis, bollo compreso. Lo puoi avere se non hai già un altro conto. Il tuo ISEE da solo, se vivi per conto tuo, lo spiego in ISEE da studente indipendente.

La guida completa su come organizzare i soldi del primo stipendio, conto per conto e voce per voce, è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.

Cosa ti serve per aprirlo

Poco, se sei maggiorenne:

  • un documento d'identità valido;
  • il codice fiscale (va bene la tessera sanitaria);
  • un numero di telefono e una mail tuoi;
  • per i conti online, spesso SPID o carta d'identità elettronica, oppure un video-selfie o un primo bonifico di riconoscimento.

Ti chiederanno anche che lavoro fai e da dove arrivano i soldi. Non è un esame: è una domanda che la banca deve farti per legge. «Studente, lavoro part-time in un negozio» è una risposta perfetta.

Se sei minorenne, il conto lo aprono i genitori con te, e di solito ha limiti. Funziona, ma al diciottesimo compleanno ripassa tutto: molti conti per minori cambiano condizioni da soli.

Due cose che vale la pena sapere:

  • Il datore non può rifiutare il tuo IBAN perché è di un'altra banca o di un altro paese europeo. Se inizia con IT, DE, LT o FR non cambia niente: lo vieta un regolamento europeo. Se ti dicono «ci serve un IBAN italiano», hai ragione tu.
  • I soldi in banca sono garantiti fino a 100.000 € se la banca fallisce. Alcune app non sono banche ma istituti di pagamento: lì i soldi sono tenuti separati, ma la garanzia non è la stessa. Con i soldi di un lavoretto non ti cambia la vita, però sappilo.

L'errore che fanno tutti: un posto solo per tutti i soldi

Quando ho iniziato a lavorare con un contratto, al locale dentro l'autodromo di Imola, prendevo 400-600 € al mese facendo i weekend. Il mese migliore ho fatto 800 €, e con quegli 800 € mi sentivo ricco. Con i soldi dei lavori di quegli anni mi sono pagato la patente, il primo anno di università e il MacBook Air da 1.460 € con cui ho finito gli esami, e che poi è diventato il mio strumento di lavoro. La macchina fotografica l'ho messa via un pezzo per volta.

Te lo racconto per una ragione precisa. Il mese in cui ti senti ricco è il mese in cui i soldi spariscono, perché sono tutti lì, visibili, e sembrano tanti. 1.460 € con 500 € al mese vogliono dire tre mesi interi di stipendio, o molti di più se ogni mese un pezzo se ne va in uscite e cene. Le cose grandi me le sono pagate solo perché una parte di quei soldi la consideravo già spesa per quello.

Per questo, quando scegli il conto, guarda se ha gli spazi o i salvadanai: sotto-conti dentro lo stesso conto dove sposti una cifra appena arriva lo stipendio. Ce l'hanno quasi tutti i conti online. Non ti fanno guadagnare niente. Ti tolgono dagli occhi i soldi che hai già deciso di non spendere, ed è l'unica cosa che conta.

Se non sai ancora quanto ti serve al mese, parti da quanto costa davvero mantenersi all'università. E quando arriva il primo stipendio, controlla che la cifra sul conto sia quella giusta con busta paga: come si legge, voce per voce.

Il conto non si presta, mai

Ultima cosa, e la più importante. Se qualcuno ti chiede di «usare il tuo conto» per farci passare dei soldi, in cambio di una percentuale, la risposta è no, anche se è un amico, anche se sembra una cortesia. Si chiama fare il money mule: i soldi sono quasi sempre di una truffa, e quando la polizia segue i soldi trova il tuo nome, non il suo. Ti possono chiudere il conto, segnalarti, e rispondi tu di quei soldi.

Succede soprattutto con le finte offerte di lavoro su WhatsApp e Telegram: come funziona e cosa fare se ci sei già dentro l'ho spiegato in la truffa del lavoro su WhatsApp. Stessa regola per il codice della carta, le credenziali dell'app e i codici che ti arrivano per SMS: non li chiede nessuno di serio, banca compresa.

La cosa da fare domani

  1. Se un conto ce l'hai già, apri l'app o l'home banking e cerca il foglio informativo o la lista dei costi dell'ultimo anno. Guarda tre voci: canone, prelievi, carta. Se paghi più di qualche euro al mese per ricevere uno stipendio da studente, stai pagando troppo.
  2. Se non ce l'hai, scegli due conti online a canone zero e una carta conto con IBAN. Per ognuno apri la pagina «Trasparenza» e confronta l'ISC e il costo dei prelievi. Prendi quello che costa meno per come lo usi tu, non quello con la pubblicità migliore.
  3. Appena hai il conto, crea un salvadanaio con un nome preciso («tasse università», «computer», «affitto di settembre») e imposta un trasferimento automatico il giorno dopo lo stipendio. Anche 30 € al mese. La cifra conta meno dell'abitudine.

Hai una domanda su questa cosa? Un datore che non accetta il tuo IBAN, un conto che ti costa più di quanto pensavi, un dubbio su quale aprire? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro

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