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«Metti like e guadagni»: come funziona la truffa del lavoro su WhatsApp, passo per passo

Truffa lavoro WhatsApp e Telegram: i like pagati, i primi soldi veri, poi il deposito da versare. Come si riconosce, cosa fare se hai già pagato, dove denunciare.

22 ottobre 2026 · 8 min di lettura

Ti arriva un messaggio su WhatsApp da un numero che non conosci, spesso con il prefisso straniero. Una ragazza gentile, il nome di un'agenzia che suona vera, un'offerta semplice: metti like a qualche video su YouTube o su Instagram, mandi lo screenshot, ti pagano qualche euro a like. Si fa dal telefono, nei buchi fra una lezione e l'altra.

La prima volta pagano davvero. Ed è proprio per questo che funziona.

La truffa del lavoro su WhatsApp, in quattro fasi

Non è una truffa che ti chiede soldi subito. È costruita per farti fidare prima, e ogni passaggio esiste per un motivo preciso. Se li conosci in ordine, la riconosci a qualunque punto ti trovi.

FaseCosa vedi tuA cosa serve davvero
1. L'aggancioMessaggio da sconosciuto, «agenzia di marketing», lavoro da casa con pochi minuti al giornoTrovare chi risponde. Mandano migliaia di messaggi, a loro basta che rispondano in pochi
2. I primi pagamentiMetti like, mandi lo screenshot, ti arrivano davvero pochi euro su conto o PayPalFarti credere che è tutto vero. Quei soldi sono l'esca, e sono già messi in conto
3. Il gruppo TelegramTi spostano in un gruppo con «insegnante» e altri «lavoratori» che postano guadagniFarti vedere gente come te che vince. Quasi tutti, nel gruppo, sono loro
4. Il «compito premium»Per i compiti che pagano di più devi versare tu una somma, con la promessa di riaverla con un extraÈ qui che si prendono i tuoi soldi. Poi il conto «si blocca» e per sbloccarlo serve un'altra tassa

La fase 4 è sempre la stessa, con nomi diversi: «task prepagato», «missione di gruppo», «compito VIP», «ricarica del conto lavoratore». Prima rimandano indietro le somme piccole, con il guadagno promesso. Poi la somma da versare sale. Quando è abbastanza grande, il tuo saldo sulla loro piattaforma segna una cifra bellissima che però non puoi prelevare: c'è un errore, una penale, una tassa, un «livello» da completare. Ogni volta che paghi per sbloccare, compare un motivo nuovo.

Il saldo che vedi su quella piattaforma non esiste. È un numero su una pagina web che hanno costruito loro.

Perché ci cascano anche quelli svegli

Chi ci casca non è stupido. È una truffa scritta bene, e si appoggia su tre cose vere della vita di uno studente.

Hai bisogno di soldi e hai poco tempo. Un lavoro da fare dal telefono, dieci minuti alla volta, sembra la risposta esatta al problema di chi ha lezione la mattina e studio la sera. Lo sanno, e l'offerta è disegnata su quel buco.

I primi soldi arrivano davvero. È la parte che manda in tilt il ragionamento. Il cervello dice «è una truffa», il conto dice «mi hanno pagato». Vince il conto, perché è una prova. Solo che è una prova pagata da loro, apposta.

Nel gruppo tutti guadagnano. Vedi screenshot di bonifici, messaggi tipo «oggi 340 €, grazie insegnante!», qualcuno che fa domande ingenue come le tue. Se lo fanno in tanti, pensi, non può essere finto. Invece in quei gruppi gli account veri sono pochissimi: gli altri sono profili gestiti dalla stessa organizzazione.

C'è poi un dettaglio che toglie il sospetto: ti dicono che i like servono a «far crescere i canali dei clienti». Sembra un lavoro di marketing vero. Non lo è, e lo capisci con un conto.

Il conto che non torna mai

Il mio primo lavoro in assoluto è stato fare il promoter per una scuola di inglese. Mi piazzavano da solo al mercato di Imola, un pomeriggio intero, a fermare persone per fargli lasciare i dati in cambio di una settimana di inglese gratis. Prendevo 40-50 € per un pomeriggio, se andava bene. Parlavo con decine di persone, venivo ignorato da centinaia, tornavo a casa stanco.

Era un lavoro onesto e pagava così. Questo è il metro per capire tutto il resto.

Adesso guarda l'offerta su WhatsApp: qualche euro per un like che ti prende dieci secondi. Fai il conto all'ora e vengono cifre che non prende un avvocato. Nessuna azienda al mondo paga così tanto un gesto che chiunque può fare, e che si compra a pacchetti da mille per pochi euro sui siti che vendono follower finti. Io lo so bene: anni dopo ho lavorato per un social media manager che i like e i follower ai clienti li comprava proprio così, e costavano pochissimo.

Quindi la domanda giusta non è «è vero che pagano?». È: chi ci guadagna, se pagano me così tanto per una cosa che vale niente? Quando la risposta non c'è, il guadagno è il tuo, quello che verserai dopo.

È la stessa regola che vale per ogni annuncio di lavoro falso: un lavoro vero ti paga, non ti fa mai pagare per lavorare. Qui la richiesta di soldi arriva solo alla fase 4, ma arriva sempre.

La guida completa su come riconoscere ogni tipo di offerta sospetta, comprese quelle che girano su Instagram e nei gruppi Telegram, è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.

La variante più pericolosa: quando ti chiedono di far passare soldi sul tuo conto

A volte la fase 4 non è «versa tu». È il contrario: «ti arriva un bonifico, tieni il 10% e gira il resto a questo conto». Sembra il lavoro più facile del mondo, e non ti costa niente.

È la più pericolosa di tutte, e non per i soldi. Quei bonifici sono quasi sempre soldi rubati ad altre persone, e tu, prestando il conto, diventi l'anello che li ripulisce. Si chiama fare da «money mule», e chi lo fa rischia un'accusa di riciclaggio, il conto bloccato e la segnalazione in banca, anche se non sapeva niente. Il fatto che il conto sia intestato a te è proprio il motivo per cui l'hanno scelto.

Regola secca: il tuo conto e la tua carta non li presti a nessuno, per nessuna percentuale. E non mandi mai a uno sconosciuto foto del documento, codice fiscale o selfie col documento in mano: con quelli aprono conti a nome tuo.

Se ci sei già dentro: cosa fare adesso

Se stai leggendo questo con un gruppo Telegram aperto nell'altra scheda, prima cosa: non versare più niente. Nemmeno «l'ultima tassa per sbloccare», nemmeno se il saldo dice cifre enormi. Non esiste un pagamento che ti fa riavere i soldi: ogni pagamento in più è solo un'altra perdita.

Poi, in quest'ordine:

  1. Chiama subito la tua banca (o PayPal, o l'app con cui hai pagato) e spiega che hai fatto un pagamento a dei truffatori. Se il bonifico è recente, a volte si riesce a chiedere il richiamo. Non è garantito, ma ogni ora che passa lo rende più difficile.
  2. Fai screenshot di tutto: chat WhatsApp, gruppo Telegram, numeri, nomi utente, indirizzi dei siti, ricevute dei pagamenti. Fallo prima che cancellino il gruppo, perché lo fanno.
  3. Denuncia alla Polizia Postale. Puoi fare una segnalazione online sul sito ufficiale, commissariatodips.it, e poi formalizzare la denuncia in un ufficio di polizia. Ti serve anche per la banca.
  4. Blocca e segnala i numeri su WhatsApp e gli account su Telegram, così almeno smettono di scrivere a te.
  5. Se hai mandato documenti o dati della carta: blocca la carta, cambia le password dove usavi la stessa, e avvisa la banca che i tuoi dati potrebbero essere usati per aprire conti a tuo nome.

E una cosa che nessuno dice: se hai versato in criptovaluta, i soldi quasi certamente non tornano. Va detto, non per farti stare peggio, ma perché dopo la truffa arriva spesso un secondo messaggio da «un'agenzia di recupero» o «un avvocato» che promette di riprenderti tutto, per una commissione anticipata. È la stessa organizzazione, che ti truffa una seconda volta.

Ultima cosa, la più importante: parlane con qualcuno. Con un amico, con i tuoi. Ci si vergogna, e la vergogna è esattamente quello su cui contano per farti versare ancora e per non farti denunciare.

Dove si trovano invece i lavori da telefono che esistono

Esistono lavori che fai da casa, e li ho messi in fila con le cifre vere in lavoro online per studenti: cosa è vero e cosa è fuffa: ripetizioni online, trascrizioni, piccoli lavori per attività che conosci. Hanno tutti una cosa in comune: pagano poco all'inizio, chiedono un'abilità vera e nessuno ti contatta a caso dal nulla.

Se ti arriva un'offerta che invece somiglia a uno schema, con il guadagno che dipende da quante persone porti dentro, il pezzo giusto è network marketing e schemi a piramide. E se cerchi un lavoro vero, i canali che funzionano sono in dove si cercano davvero i lavori per studenti.

La cosa da fare domani

Apri WhatsApp, vai in Impostazioni → Privacy → Gruppi e metti «I miei contatti»: così uno sconosciuto non può più aggiungerti a un gruppo senza chiederti niente. Già che ci sei, in Privacy → Chiamate attiva «Silenzia chiamate da sconosciuti».

Poi scorri le chat degli ultimi mesi e cerca i messaggi da numeri che non hai in rubrica. Se ce n'è uno con un'offerta di lavoro, bloccalo e segnalalo. Non rispondere nemmeno «no grazie»: una risposta dice solo che il numero è attivo e c'è qualcuno dall'altra parte.

E se un amico ti dice «guarda, mi pagano per mettere like», mandagli questo pezzo prima che arrivi alla fase 4.


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