Quando mollare il lavoro per un esame (e quando è una scusa)
Equilibrio studio lavoro: quando conviene fermarti o tagliare i turni per un esame, quando invece è una scusa, quanto ti costa e come lo decidi senza sensi di colpa.
Mancano tre settimane all'esame, hai letto un terzo del programma e il calendario dei turni è uguale a quello di ottobre. Ti gira in testa una frase: «mi fermo un mese, studio e poi riprendo». Un minuto dopo ne arriva un'altra: «e se fosse solo una scusa per non andare al lavoro?». Questa guida serve a capire quale delle due è vera. Perché a volte fermarsi è l'unica mossa sensata, e a volte è il modo più costoso di rimandare.
Fermarti costa soldi, non fermarti costa un appello
Prima di decidere, metti le due cose una accanto all'altra. Quasi nessuno lo fa: si decide con la pancia, di solito la sera dopo un turno andato male.
Quanto ti costa fermarti. Facciamo un esempio tondo: lavori 15 ore a settimana a 7,50 € lordi l'ora. Tre settimane senza turni sono 45 ore, cioè circa 340 € in meno. Con un contratto a chiamata o una prestazione occasionale è esattamente quello: non lavori, non prendi. Con un contratto da dipendente puoi chiedere ferie o permessi, e allora il conto cambia — ma le ferie sono quelle, e se le usi adesso non le hai a Natale.
Quanto ti costa non fermarti. Qui il conto è meno visibile, ed è per questo che vince sempre il lavoro. Se l'esame salta:
- ripeti lo studio, e una parte la rifai da capo perché nel frattempo l'hai dimenticata;
- aspetti il prossimo appello, che a volte è due settimane dopo e a volte è nella sessione successiva, cioè fra quattro o cinque mesi;
- se quell'esame ti serviva per i crediti minimi della borsa di studio o dell'esonero tasse, che di solito si contano entro il 10 agosto, rischi una cifra molto più grossa di 340 €. Le soglie le fissa il bando della tua regione e il regolamento del tuo ateneo: vanno guardate lì, non a memoria.
Il punto non è che fermarsi convenga sempre. È che il costo di non fermarti esiste anche se non arriva in busta paga. Come funziona la soglia dei crediti per l'esonero l'ho spiegato in esonero dalle tasse universitarie.
I quattro casi in cui fermarti è giusto
Ci sono situazioni in cui tagliare il lavoro per un esame non è debolezza: è fare i conti giusti.
- L'esame ti blocca altri esami. Se è propedeutico — cioè senza quello non puoi sostenere i tre dopo — un appello saltato non ti costa un esame, te ne costa quattro. Qui si taglia.
- C'è una scadenza di crediti vicina. Borsa, esonero, passaggio d'anno, iscrizione alla magistrale. Se ti mancano 6 crediti e la data è fra un mese, quei 6 crediti valgono più di un mese di stipendio.
- L'hai già rimandato almeno una volta. Il secondo rinvio di un esame non è un caso: è un esame che con il ritmo attuale non stai riuscendo a preparare. Rifare la stessa cosa sperando che vada diversamente non è un piano.
- È un esame grosso e sei indietro sul serio. Un esame da 9-12 crediti, con meno di metà programma fatta a tre settimane dalla data, con 15-20 ore di lavoro a settimana, di solito non si chiude. Non è una regola scritta, è un ordine di grandezza: verifica tu quante ore ti ha chiesto l'ultimo esame di quella grandezza.
Se sei in uno di questi quattro casi, smetti di chiederti se è una scusa. Non lo è.
Quando invece è una scusa
Adesso la parte scomoda. Ci sono momenti in cui «mi fermo per l'esame» è solo il modo più rispettabile per dire «non ce la faccio più ad andare lì». E si riconoscono.
| Segnale | Cosa vuol dire davvero |
|---|---|
| L'ultima volta che ti sei fermato non hai studiato di più | Il problema non sono le ore di lavoro, è come usi quelle libere |
| Vuoi fermarti un mese per un esame da 6 crediti | Stai comprando tranquillità, non tempo di studio |
| Il sollievo che senti è per il lavoro, non per l'esame | Il problema è il lavoro, e non lo risolve una pausa |
| Non sai ancora cosa farai nei giorni liberi | Quei giorni finiranno sul telefono |
| Lo decidi la sera dopo un turno pessimo | Stai decidendo con la stanchezza, non con il calendario |
Il terzo segnale è quello che conta di più. Se l'idea di tre settimane senza turni ti fa respirare per il lavoro e non per l'esame, la pausa non serve: serve capire se quel lavoro va lasciato. È un'altra domanda, e l'ho affrontata in quando il lavoro giusto è quello che lasci. Fermarsi per l'esame, in quel caso, ti fa solo tornare fra tre settimane allo stesso punto, con 340 € in meno.
Il primo segnale, invece, è il più frequente. Tanti studenti che lavorano pensano che il loro problema siano le ore. Poi hanno due settimane libere e le passano esattamente come prima: un'ora qui, un'ora là, tanto «c'è tempo». Prima di toglierti dei turni, guarda dove sono andate a finire le ore libere che avevi già.
Quasi mai serve fermarsi del tutto
La scelta non è fra «lavoro come sempre» e «sparisco per un mese». In mezzo c'è quasi sempre la soluzione giusta, e costa molto meno.
- Tre settimane, non un mese. Per la maggior parte degli esami, il taglio serve nelle ultime due o tre settimane. Prima di quelle, il lavoro di solito non è il problema.
- Taglia i turni che ti rubano il giorno dopo. Il turno che finisce a mezzanotte non ti costa quattro ore: ti costa anche la mattina dopo, che passi mezzo addormentato sui libri. Toglierne due serali vale più che toglierne tre di pomeriggio.
- Tieni un turno fisso. Uno a settimana, possibilmente nel weekend. Ti tiene dentro i soldi minimi, ti tiene il posto, e ti obbliga a studiare negli altri giorni invece di dirti che hai tutto il tempo.
- Decidi le date prima. Le date d'esame si sanno con mesi d'anticipo. Se il taglio lo chiedi un mese prima è una richiesta normale; se lo chiedi tre giorni prima è un problema per chi fa i turni, e te lo farà pesare. Come si chiede, e cosa fare se il capo dice no, sta in sessione e turni: come si negozia con un capo che non vuole sentire.
| Opzione | Quanto perdi (15 h/sett. a 7,50 €) | Quando ha senso |
|---|---|---|
| Nessun taglio | 0 € | Esame piccolo, sei in pari col programma |
| Via i turni serali per 3 settimane | circa 110-170 € | Quasi sempre: è il taglio che rende di più |
| Un solo turno a settimana per 3 settimane | circa 225 € | Esame grosso, o propedeutico |
| Stop completo per 3 settimane | circa 340 € | Scadenza di crediti vicina, o esame già rimandato |
| Stop di un mese o più | 450 € e oltre | Quasi mai per un esame solo |
I numeri sono un esempio, non una tabella di paghe: rifalli con la tua paga e le tue ore.
La guida completa su come si organizza la sessione quando lavori, settimana per settimana, è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. Link: https://www.studentelavoratore.com/entra
Ci sono lavori in cui fermarti non te lo lasciano fare
Ti racconto il caso in cui questa domanda non me la potevo neanche fare.
Da aprile a ottobre della quinta superiore lavoravo in un bar in centro a Imola. Aprile-ottobre: cioè con la maturità in mezzo. Era un posto bellissimo con pochissimi clienti, e un titolare che certe sere mi diceva che poteva pagarmi meno del pattuito perché non era venuta abbastanza gente. Più volte ho lavorato per quattro euro l'ora. Diciassettemila passi al giorno, e la regola che se ti sedevi a mangiare voleva dire che non c'erano clienti. In due mesi ho perso dieci chili, da settanta a sessanta.
In un posto così, chiedere «posso saltare due settimane per studiare?» non era una richiesta da fare. Il risultato è che il conto l'ho pagato comunque, solo che non l'ho pagato in esami: l'ho pagato con il corpo.
Qualche anno dopo, quando facevo il commerciale durante l'università, era al contrario: lavoravo tanto durante le lezioni e pochissimo sotto sessione, e lo dicevo prima. Sono rimasto in pari con gli esami. Non perché fossi più bravo, ma perché fermarmi per un esame era una cosa prevista dal lavoro, non un favore da chiedere.
È la differenza che conta. Se il tuo lavoro non ti permette mai di rallentare tre settimane per un esame, il problema non è l'esame e non sei tu. È il lavoro: e prima o poi te lo fa pagare da qualche parte. Su come si sceglie un lavoro che lascia spazio alla sessione ho scritto il lavoro giusto per uno studente non è quello che paga di più.
La cosa da fare domani
Apri il calendario degli appelli del tuo corso e segna la data del prossimo esame e quella dell'appello dopo. Poi, su un foglio, scrivi tre cose:
- quanti crediti vale e se è propedeutico a qualcosa;
- quanti soldi perdi togliendo i turni serali delle ultime tre settimane (ore × paga);
- cosa faresti, ora per ora, nei giorni che ti liberi.
Se la terza riga resta vuota, non fermarti: prima riempila. Se invece è piena e l'esame è uno dei quattro casi sopra, manda al capo la richiesta oggi, con le date scritte. Tre settimane d'anticipo sono una richiesta; tre giorni sono un problema.
Hai una domanda su questa cosa? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro
