Lavorare durante la tesi: quante ore reggi, e come lo dici al relatore senza che ti molli
Lavorare durante la tesi si può, se sai quante ore ti prende davvero, quale tipo di tesi hai e come dirlo al relatore prima che lo scopra da solo.
Ti mancano due esami, o nessuno. Resta la tesi. Gli altri dicono «ormai è fatta», e tu intanto hai un lavoro da venti ore a settimana che non puoi lasciare, perché l'affitto non si paga con la tesi. Il relatore non sa che lavori. Tu non sai se dirglielo. E il capitolo uno è fermo da tre settimane.
La tesi è il momento in cui lavorare e studiare si incastrano meglio, e anche quello in cui si va più facilmente fuori corso. Tutte e due le cose sono vere, e quale delle due ti capita dipende quasi solo da due cose: che tesi hai e quando lo dici al relatore.
Quante ore ti prende davvero la tesi
Il primo errore è pensare che la tesi sia «un esame in più». Non lo è: non ha un appello che ti obbliga a finire. Se non ti dai tu una scadenza, non ce l'hai.
Per capire quanto pesa, parti dai crediti. Un CFU vale per convenzione circa 25 ore di lavoro tuo. La prova finale vale crediti molto diversi a seconda del corso e dell'ateneo: controlla il regolamento del tuo corso, perché qui ti posso dare solo gli ordini di grandezza tipici.
| Tipo di tesi | CFU tipici | Ore indicative | Cosa vuol dire in pratica |
|---|---|---|---|
| Triennale compilativa | 3-6 | 75-150 | Si scrive anche lavorando 20 ore, in 2-4 mesi |
| Triennale con tirocinio | 6-12 (tirocinio incluso) | 150-300 | Dipende tutto dagli orari del tirocinio |
| Magistrale compilativa o di ricerca su testi | 15-30 | 375-750 | Mesi, non settimane: serve un piano |
| Magistrale sperimentale (laboratorio, campo) | 20-40 | 500-1.000 | Spesso presenza fissa per mesi, quasi un lavoro a tempo pieno |
Le ore dei crediti sono una stima ufficiale, non la realtà. La realtà di solito è di più, per un motivo semplice: la tesi si scrive, si consegna, torna indietro piena di commenti, e si riscrive. Mettici almeno un giro di correzioni per capitolo, e nel calcolo quel giro conta quanto la prima stesura.
Facciamo un conto con una magistrale da 20 CFU, cioè circa 500 ore. Se ci lavori 10 ore a settimana sono 50 settimane: un anno. Se ce ne metti 15, sono circa 8 mesi. Se lavori 20 ore e alla tesi ne dai 5 «quando riesco», sono due anni: è così che si va fuori corso con zero esami da dare.
La domanda che decide tutto: che tesi hai
Prima di chiederti quante ore lavorare, chiediti chi decide gli orari della tua tesi.
Tesi compilativa o su testi. Leggi, scrivi, consegni. Gli orari li decidi tu: si può scrivere la sera, al mattino presto, nel giorno libero. È la tesi che si incastra con quasi tutto, anche con un part-time fisso da 20 ore. Il rischio non sono gli orari, è la costanza: senza una scadenza esterna, la settimana pesante al lavoro diventa il mese in cui non hai scritto niente.
Tesi sperimentale. Laboratorio, esperimenti, raccolta dati sul campo. Qui gli orari li decide l'esperimento, o il laboratorio, o il gruppo di ricerca. Una coltura non aspetta il tuo turno del sabato. Su Biologia, Chimica, Farmacia, Ingegneria e simili è normale che ti chiedano di esserci tutti i giorni per mesi, spesso dalla mattina al pomeriggio. Se è il tuo caso, la risposta onesta è che il lavoro fisso nei giorni feriali non ci sta: restano le sere, il weekend e i lavori a chiamata. Se ne parla nelle guide per facoltà, per esempio studiare Biologia e lavorare.
Tesi con tirocinio esterno. In azienda, in uno studio, in un ente. Gli orari li decide chi ti ospita, e di solito sono quelli d'ufficio. Prima di firmare il progetto formativo chiedi l'orario per iscritto, e chiedi se si può fare part-time. Se lavori già al mattino, un tirocinio 9-17 vuol dire licenziarsi o rimandare.
Se non sai ancora che tesi farai, questa è la domanda da portare al primo incontro col relatore, prima ancora dell'argomento.
La guida completa su come costruire la settimana quando studi e lavori, ora per ora, è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. Link: https://www.studentelavoratore.com/entra
Come lo dici al relatore (e perché devi dirglielo subito)
Molti non lo dicono. Hanno paura che il relatore pensi «questo non ha tempo» e scelga un altro, o gli dia un argomento di serie B. Capita, non te lo nascondo. Ma quello che succede quando non lo dici è peggio: il relatore ti tratta come uno che ha la giornata libera, ti chiede la revisione «per lunedì», ti fissa il ricevimento il martedì alle 11, e quando tu sparisci per tre settimane perché al lavoro c'era il picco, pensa che hai perso interesse. A quel punto non ti molla per il lavoro: ti molla perché sembri inaffidabile.
Diglielo al primo incontro, e diglielo così, in modo che sia un piano e non una scusa:
«Lavoro venti ore a settimana, il pomeriggio. Alla tesi posso dare dodici ore fisse a settimana, la mattina. Vorrei laurearmi nella sessione di [mese]: le pare realistico con questo argomento? Le va bene se le mando un capitolo ogni tre-quattro settimane?»
In quella frase ci sono tre cose che a un relatore servono: quante ore hai, quando vuoi finire, e ogni quanto si vede il lavoro. Gli hai dato un modo di contare su di te. E gli hai fatto la domanda che conta, cioè se l'argomento ci sta nel tempo che hai. Un relatore esperto lo sa meglio di te, e se ti dice «con dodici ore a settimana questo argomento è un anno e mezzo», ti ha appena risparmiato un anno e mezzo.
Poi chiedi due cose pratiche: quanto ci mette di solito a restituire un capitolo corretto, e come preferisce essere contattato. Un relatore che restituisce i capitoli in tre settimane ti allunga la tesi di mesi, e devi saperlo all'inizio, non alla fine.
Il calendario: le scadenze che ti fregano non sono quelle della tesi
La sessione di laurea ha una data. Ma prima di quella ce ne sono altre, e sono quelle che fanno saltare tutto chi lavora:
- la domanda di laurea, che spesso va presentata uno o due mesi prima della sessione;
- gli ultimi esami e il tirocinio registrati, a volte entro una scadenza ancora precedente;
- la consegna della tesi definitiva, di solito qualche settimana prima della discussione, con la firma o l'approvazione del relatore.
Le date esatte cambiano da ateneo ad ateneo e da corso a corso: cercale sul sito della tua segreteria e scrivile sul calendario adesso, non il mese prima. Poi conta all'indietro: se la consegna è il 20 febbraio e il relatore restituisce i capitoli in due settimane, l'ultimo capitolo gli deve arrivare a fine gennaio. Quindi la stesura vera finisce a dicembre.
Quello che serve chiedere al lavoro è il mese prima della consegna. È il momento in cui arrivano le ultime correzioni, l'impaginazione, l'abstract, l'indice che non torna, la bibliografia da sistemare. Per esperienza di chiunque ci sia passato, è il mese in cui la tesi ti chiede il doppio delle ore che avevi previsto. Se puoi, chiedi al lavoro di scendere di ore proprio in quel mese, e chiedilo con largo anticipo. Come si fa senza litigare l'ho scritto in sessione e turni: come si negozia con un capo: vale anche per la tesi, che anzi è più facile da spiegare, perché ha una data sola e poi è finita.
Un lavoro senza confini ti mangia tutte le ore. La tesi pure
A Torino, appena trasferito, ho preso un lavoro da fotografo e videomaker. Il compenso era 150 €. Nessuno aveva definito cosa volesse dire «finito»: riprese, montaggio, sistemazione, tutto io. Alla fine ci ho messo almeno quaranta-cinquanta ore, più due giorni e mezzo di riprese, più l'attrezzatura. E il video non è piaciuto, perché per come era impostato il lavoro non poteva piacere. Ho perso il cliente.
Te lo racconto perché la tesi fa esattamente la stessa cosa, se la lasci fare. Un argomento troppo largo, un «vediamo dove ci porta», nessun indice concordato: e la tesi si allarga a tutte le ore che le dai, come quel video si è allargato a tutte le mie. Non perché sei lento. Perché nessuno ha deciso dove finisce.
Quello che mi ha salvato dopo, quando lavoravo nella vendita e studiavo, è stato il contrario: confini netti. Lavoravo tanto durante le lezioni e pochissimo sotto sessione, e così sono rimasto in pari con gli esami. Non avevo più ore degli altri. Sapevo quando erano di chi.
Per la tesi vuol dire: un indice approvato dal relatore prima di scrivere, con un numero di pagine indicativo per capitolo. Con l'indice in mano sai quante ore ti mancano, e puoi dire di no a un turno in più senza sentirti in colpa, perché sai cosa ti costa.
Quante ore reggi, detto in numeri
Non c'è un numero valido per tutti, ma c'è un modo di trovarlo. Togli dalle tue ore della settimana il lavoro, gli spostamenti, il sonno e quello che serve per vivere. Di quello che resta, alla tesi va un blocco fisso, sempre negli stessi giorni e alle stesse ore. Meglio otto ore fisse che quindici «se riesco».
Due indicazioni pratiche, che vengono da come funziona la scrittura e non da una regola:
- blocchi da almeno due ore. Mezz'ora non basta a rientrare nel discorso: la passi a rileggere dove eri rimasto;
- la parte creativa nelle ore fresche, quella meccanica nelle stanche. Scrivi il capitolo la mattina prima del turno; la bibliografia, le note e la formattazione la sera dopo.
Se hai una tesi compilativa e lavori fino a 20 ore, di solito si regge. Se hai una tesi sperimentale con presenza in laboratorio, un lavoro fisso nei giorni feriali di solito no, e conviene puntare sul weekend o su lavori a chiamata. Se lavori più di 25-30 ore, la domanda vera è se ti conviene allungare la tesi di qualche mese e dirlo apertamente: andare fuori corso di una sessione non è una tragedia, purché sia una scelta. Ne parlo in fuori corso perché lavori: quando è un problema e quando no. Per il conto delle ore della settimana c'è anche quante ore di lavoro reggi senza far crollare gli esami.
Cosa fai domani
Apri il sito della segreteria del tuo corso e cerca «calendario sessioni di laurea» o «scadenze domanda di laurea». Scegli la sessione in cui vuoi laurearti e scrivi sul calendario tre date: domanda di laurea, consegna della tesi, discussione.
Poi scrivi al relatore, o a quello che vorresti come relatore, questa mail: quante ore lavori, quante ore fisse dai alla tesi, in che sessione vorresti laurearti, e chiedigli un incontro per concordare l'indice. Cinque righe, non di più. Se la mandi domani, la tesi ha una data. Se non la mandi, ha solo un argomento.
Hai una domanda su questa cosa? Un relatore che non risponde, un tirocinio di tesi che non ci sta coi turni, una sessione che non sai se è realistica? Scrivimi in DM, rispondo io. ig.me/m/ale.towro
