Baby sitter: il lavoro più sottopagato, e come non farti fregare
Quanto far pagare come babysitter: le tariffe orarie vere, cosa costa di più (due bimbi, notte, pulizie), come farti pagare in regola e le trappole da evitare.
Una mamma del palazzo, o l'amica di tua zia, ti chiede se il venerdì sera puoi stare coi bambini. Tu dici sì al volo. Poi arriva la domanda che ti blocca: «Quanto ti devo?». Rispondi «quello che vuole lei», ti mette in mano quindici euro per quattro ore, e torni a casa a mezzanotte e mezza sapendo che qualcosa non torna, ma senza sapere cosa.
Il babysitting è il lavoro che quasi tutti gli studenti fanno almeno una volta, ed è quello in cui ci si fa fregare di più. Non perché le famiglie siano cattive: perché nessuno ti dice mai quanto vale, e tu non lo chiedi. Qui trovi le cifre, le regole e le frasi da dire.
Quanto far pagare come babysitter: le cifre vere
Partiamo dai numeri. Negli annunci e sulle app di babysitting in Italia la paga oraria per una baby sitter studentessa o studente sta quasi sempre fra 8 e 12 euro l'ora, con le grandi città — Milano soprattutto — che arrivano a 12-15. Sotto gli 8 euro sei sotto il mercato, punto. Non è un'opinione: è quello che le famiglie pagano a chiunque altro.
Ma la tariffa base è solo l'inizio. Il babysitting non è un lavoro unico, sono cinque lavori diversi che si chiamano allo stesso modo, e ognuno ha un prezzo diverso:
| Situazione | Cosa chiedere, indicativamente | Perché |
|---|---|---|
| Un bambino, pomeriggio, compiti e merenda | La tua tariffa base (8-12 €/ora) | È il caso standard |
| Due o più bambini | Base + 2-3 €/ora | Il lavoro raddoppia, la paga no: è il punto dove si sbaglia di più |
| Neonato (sotto l'anno) | Base + 1-2 €/ora | Più responsabilità, più attenzione continua |
| Sera dopo mezzanotte | Base + qualcosa, oppure il ritorno a casa pagato o accompagnato | Tornare da solo alle due di notte ha un costo, anche se non lo vedi |
| Anche cucinare, riordinare, fare lavatrici | Base + 2-3 €/ora, oppure una cifra a parte | Non è più babysitting: è lavoro domestico aggiunto |
| Uscita con preavviso di un'ora | Base + 1-2 €/ora | La disponibilità last minute è un servizio |
Questi intervalli sono ordini di grandezza, non un listino ufficiale: un listino ufficiale non esiste. Varia per città, quartiere, e per quanto la famiglia ha bisogno di te. Ma ti danno un pavimento sotto cui non scendere.
E ci sono tre regole che valgono più della tariffa oraria:
- Minimo due ore. Se ti chiamano per un'ora e mezza e tu ci metti quaranta minuti tra andata e ritorno, la tua paga reale si dimezza. Le baby sitter che lo fanno da anni hanno quasi tutte un minimo, e le famiglie lo accettano.
- Le ore si contano fino a quando rientrano, non fino all'orario detto. «Torniamo per le undici» diventa mezzanotte e mezza in un attimo. Quell'ora e mezza in più è lavoro, non un favore.
- Disdetta all'ultimo = qualcosa ti è dovuto. Se ti avvisano mezz'ora prima che non serve più e tu avevi detto no a un turno o a un'uscita, chiedi almeno metà. Dillo prima, non dopo: è molto più facile.
Il viaggio fa parte della paga, anche se nessuno te lo paga
Qui ti racconto una cosa mia, perché è il motivo per cui il «quanto ti devo» non si risolve solo con la tariffa oraria.
L'estate fra la quarta e la quinta superiore, a diciassette anni, facevo il chioschista al Villaggio della Salute, vicino a Castel San Pietro Terme. Prendevo 600-800 euro al mese, a chiamata, e mi sembravano tanti. Solo che il posto era a mezz'ora di macchina da casa. Mezz'ora all'andata, mezz'ora al ritorno. A fine estate, facendo i conti onesti, avevo speso di benzina più di quanto avessi guadagnato.
Col babysitting il rischio è lo stesso, solo più nascosto. Una famiglia dall'altra parte della città, tre ore pagate 9 euro, un'ora tra autobus e attesa all'andata e un'altra al ritorno: fanno 27 euro per cinque ore della tua vita. Cioè poco più di 5 euro l'ora. Con il motorino e la benzina, anche meno.
Il conto si fa così: soldi presi meno soldi spesi per arrivarci, diviso per tutte le ore che hai perso, viaggio compreso. Se il numero che esce è sotto i 7-8 euro, quella famiglia o la alzi o la lasci. L'ho spiegato per esteso in i costi nascosti di un lavoro, e vale per qualunque lavoretto, non solo questo.
Il babysitting conviene davvero quando è vicino: il palazzo, il quartiere, la famiglia che puoi raggiungere a piedi. Lì 10 euro l'ora sono 10 euro l'ora. Dall'altra parte della città, no.
In nero, con il Libretto Famiglia, o con un contratto
Quasi tutto il babysitting in Italia si paga in contanti, senza niente di scritto. Lo sai tu e lo sanno loro. Però conviene sapere che esiste un modo semplice per farlo in regola, perché ti protegge più di quanto pensi.
Il Libretto Famiglia (INPS). È lo strumento fatto apposta per i piccoli lavori presso privati: babysitting, ripetizioni, aiuto domestico. La famiglia si registra sul sito INPS, carica il credito e ti paga a ore. Ogni ora vale 10 euro lordi: a te ne arrivano 8 netti, il resto va in contributi e assicurazione INAIL. I compensi pagati così sono esenti da IRPEF. Ci sono tetti annuali — sia per quanto puoi incassare in tutto in un anno, sia per quanto puoi ricevere dalla stessa famiglia — che l'INPS aggiorna: verificali sul sito prima di contarci.
Due cose che quasi nessuno ti dice:
- I 10 euro sono il minimo per ora, non la tariffa fissa. La famiglia può pagarti di più.
- L'assicurazione INAIL è la parte che conta davvero. Se ti fai male mentre porti un bambino al parco — una caduta dalle scale, un incidente col motorino mentre vai a prenderlo a scuola — in nero sei solo. Con il Libretto sei coperto.
Il contratto da lavoro domestico. Se la cosa diventa fissa — tutti i pomeriggi, per mesi — la forma corretta è un vero contratto da collaboratrice familiare, con il contratto collettivo del lavoro domestico. Lì ci sono minimi orari, ferie e tredicesima. Per uno studente che fa due pomeriggi a settimana è raro, ma se ti propongono «vieni tutti i giorni da settembre a giugno», sappi che esiste e chiedilo.
Se ti stai chiedendo la differenza tra Libretto Famiglia e la ricevuta di prestazione occasionale, l'ho spiegata in prestazione occasionale: come funziona davvero: sono due cose diverse, e per il babysitting di solito ti serve il Libretto.
La guida completa su come proporre il Libretto Famiglia a una famiglia che non l'ha mai usato — cosa dire e come si attiva passo per passo — è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.
Le cinque trappole del babysitting
Questi sono i modi in cui il lavoro più tranquillo del mondo diventa il più sottopagato. Li riconosci al primo turno, se sai cosa guardare.
1. «Sei di famiglia». L'amica di tua madre, la vicina, la cugina. Ti chiedono il favore e ti pagano come un favore: poco, quando capita, a volte con una pizza. Se lo fai una volta per gentilezza, va bene. Se diventa ogni settimana, è un lavoro, e va pagato come un lavoro. La frase da dire: «Volentieri, di solito chiedo 10 euro l'ora: le va bene?». Detta prima, non dopo.
2. Il bambino che si moltiplica. Ti hanno chiamato per uno, arrivi e ci sono anche i due cugini «tanto giocano insieme». Stesse ore, il triplo del lavoro e il triplo della responsabilità. Chiedilo all'arrivo, gentile e diretto: «Con tre bambini la mia tariffa è questa». Se la risposta è un muso, hai capito che famiglia è.
3. Il babysitting che diventa pulizie. Prima «già che ci sei carica la lavastoviglie», poi la cena per tutti, poi stirare. Ognuna è piccola. Messe insieme sono un secondo lavoro che non ti stanno pagando. O si concorda prima, con una cifra, o non si fa.
4. «Ti pago la prossima volta». Una volta succede: non hanno contanti. La seconda è un'abitudine, la terza è un debito che cresce. Proponi un bonifico o un'app di pagamento sul telefono la sera stessa. E se il conto in sospeso supera due serate, non tornare finché non è pari. Su come si chiedono i soldi senza sentirsi in imbarazzo ho scritto farsi pagare: come si chiede, quando si chiede, cosa si scrive.
5. Le app che ti fanno pagare per lavorare. Le piattaforme per trovare famiglie sono utili, e quasi tutte hanno un profilo base gratuito per chi cerca lavoro. Ma se un sito ti chiede soldi per «sbloccare» le famiglie, per un «certificato» o per un corso obbligatorio prima di farti vedere un annuncio, fermati. Chi ti fa pagare per lavorare non ti sta dando un lavoro: ti sta vendendo una speranza.
Il babysitting conviene, a due condizioni
Detto tutto questo: il babysitting non è un lavoro da evitare. Per uno studente ha dei vantaggi che bar e consegne non hanno. Spesso, quando i bambini dormono, puoi studiare. Gli orari sono pochi e prevedibili. Nelle settimane d'esame puoi dire no senza perdere niente, perché nessuno ti mette in un turno fisso. Nella tabella di quali lavoretti per studenti pagano davvero è tra i pochi che stanno bene con 5-8 ore a settimana.
Le due condizioni sono queste:
- Famiglie vicine. Se ci metti più tempo ad arrivare che a stare lì, non è un lavoro, è un'uscita pagata male.
- Una tariffa detta prima. Il momento in cui decidi quanto vale il tuo lavoro è prima di iniziare. Dopo, sei già quello che «prende quello che gli danno».
Se ti accorgi che coi bambini sei bravo davvero — che ti richiamano, che i bambini chiedono di te — non fermarti al babysitting: i compiti del pomeriggio pagati come ripetizioni valgono quasi il doppio, per lo stesso tempo e spesso per le stesse famiglie.
La cosa da fare domani
Prendi il telefono e scrivi nelle note tre righe, che da qui in poi sono il tuo «listino»:
- La tua tariffa base (se non sai da dove partire: 10 euro l'ora, e 9 se sei in una città piccola).
- Quanto aggiungi per ogni bambino in più e per le pulizie.
- Il tuo minimo di ore e cosa succede se rientrano dopo l'orario detto.
La prossima volta che qualcuno ti chiede «quanto ti devo?», non dire «quello che vuole lei». Leggi le note. E se la famiglia vuole il Libretto Famiglia, cerca «Libretto Famiglia INPS» e mandale il link: in dieci minuti siete in regola tutti e due.
Hai una domanda su questa cosa? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro
