Studiare Scienze della comunicazione e lavorare: si può, e come
Quante ore ti prende davvero Scienze della comunicazione, cosa non si sposta (laboratori, tirocinio), quali lavori si incastrano con social e contenuti, quali ti fanno lavorare gratis in cambio di visibilità, e come farti pagare per ciò che sai già fare.
Se studi Scienze della comunicazione ti sarai sentito dire che "tanto è un corso leggero, hai un sacco di tempo". Metà vero. Rispetto a Medicina o Infermieristica la frequenza è quasi sempre più morbida e gli orari più liberi: è uno dei corsi in cui lavorare si può davvero. Il problema è l'altra metà: la comunicazione è anche il settore in cui ti offrono più spesso di lavorare gratis in cambio di visibilità, e un corso con tanto tempo libero e tanta gente che vuole entrare nello stesso mestiere è il posto perfetto perché qualcuno ne approfitti.
Quello che leggi qui sono ordini di grandezza tipici di una laurea triennale (L-20, 180 CFU) seguita spesso da una magistrale. Cambiano da ateneo ad ateneo e da curriculum a curriculum (media, giornalismo, marketing, comunicazione d'impresa, pubblica): frequenza, laboratori e ore di tirocinio vanno verificati sul regolamento didattico del tuo corso, non su un articolo online, questo compreso.
Quante ore ti prende davvero
Un CFU vale per convenzione circa 25 ore di lavoro complessivo: un anno da 60 CFU fa sulla carta 1.500 ore. Su Comunicazione, però, la ripartizione è sbilanciata verso lo studio personale più che verso l'aula.
- Le lezioni: di norma 12-18 ore a settimana, spesso concentrate in tre o quattro giorni. Molti insegnamenti hanno la frequenza facoltativa o "consigliata", ma controlla materia per materia: ce ne sono sempre alcune dove non è così.
- I laboratori: video, scrittura giornalistica, social, web design, ufficio stampa. Sono il pezzo a orario fisso e con presenza segnata, anche se pesano pochi CFU ciascuno.
- Lo studio: sociologia della comunicazione, semiotica, diritto dell'informazione, statistica e metodologia sono esami di lettura e di quantità, con tanti testi. Per i corsi da 6-9 CFU conta di centinaia di ore di studio a esame, più o meno a seconda dei libri.
- Il tirocinio: di norma 100-300 ore in totale, in redazione, agenzia, ufficio stampa o ufficio comunicazione di un ente.
Fatto il conto, per chi frequenta con regolarità restano tra le 15 e le 25 ore a settimana da dedicare al lavoro nei periodi buoni, molte di più di quasi tutte le facoltà scientifiche e sanitarie. Dal conto devi togliere l'ora di spostamento, le settimane d'esame e il tirocinio. È un numero da verificare sul tuo calendario, non da dare per scontato.
Cosa non è negoziabile
- I laboratori con presenza obbligatoria: spesso sono a gruppi, con orari fissati a inizio semestre. Mancarne troppi vuol dire non avere l'idoneità e doverli rifare l'anno dopo.
- Gli esami in presenza con prova scritta o orale a data fissa: gli appelli sono pochi e il calendario lo decide il docente.
- Il tirocinio: l'orario lo decide la redazione o l'agenzia che ti ospita. Se è obbligatorio per laurearti, va incastrato, e di solito non si sposta.
- Le giornate dei progetti di gruppo: nei corsi di media e comunicazione d'impresa i lavori di gruppo sono tanti, e i colleghi non aspettano il tuo turno.
La vera negoziazione qui non è "quante ore d'aula ho", è "quanti pomeriggi liberi ho in settimana, e se sono sempre gli stessi". Un lavoro con turni fissi serali o nel weekend regge molto meglio di uno che ti prende le tre mattine e i tre pomeriggi in cui avresti i laboratori.
Il calendario dell'anno
Le sessioni sono di norma tre: invernale (gennaio-febbraio), estiva (giugno-luglio) e autunnale (settembre). Su Comunicazione i periodi variano meno da corso a corso che altrove, ma ci sono due cose da sapere.
| Periodo | Cosa succede | Margine per lavorare |
|---|---|---|
| Ottobre-dicembre | Lezioni e laboratori in pieno corso | Medio: turni nei giorni senza laboratori |
| Gennaio-febbraio | Sessione invernale | Da ridurre almeno due settimane prima degli appelli |
| Marzo-maggio | Secondo semestre, tirocinio nel mezzo | Medio, con picco di impegno quando parte il tirocinio |
| Giugno-luglio | Sessione estiva | Da ridurre prima degli appelli, poi spazio |
| Agosto | Quasi niente appelli | Massimo: è il mese per accumulare ore o soldi |
| Settembre | Appelli autunnali | Da ridurre quasi a zero nelle settimane d'esame |
Il criterio pratico: i mesi pieni (dicembre e maggio, quando si accumulano consegne di laboratorio e preparazione agli esami) sono quelli in cui un lavoro rigido costa di più. Se hai scelto un curriculum con tirocinio al secondo anno, guarda quando cade prima di firmare qualsiasi contratto.
I lavori che si incastrano
| Lavoro | Orario tipico | Paga indicativa | Perché si incastra |
|---|---|---|---|
| Gestione social per piccole attività locali | Da remoto, orari tuoi, a progetto o mensile | Molto variabile: parte da poche decine di euro a cliente, sale con l'esperienza | Usi quello che studi in laboratorio, nessun turno fisso. Come si imposta lo spieghiamo in come si diventa social media manager |
| Redazione per testate locali, blog o siti | Da remoto, consegne a scadenza | A pezzo, spesso 10-40 € ad articolo, molto variabile | Scrivi, ti fai un archivio e non hai turni |
| Ripetizioni di italiano, scrittura e comprensione del testo | Pomeriggio, poche ore fisse | 12-20 €/ora; per decidere il prezzo c'è quanto far pagare le ripetizioni | Orari tuoi, nessun capo |
| Hostess, steward o assistente per eventi e fiere | A chiamata, weekend e giornate isolate | 8-12 €/ora | Ti fai conoscere dalle agenzie e hai zero impegno fisso: spiegato in steward e hostess: come si diventa |
Una cosa da sapere sul primo: le paghe nei social e nei contenuti sono le più variabili di tutti i lavori studenteschi. Chi ti dice "si guadagna tot" senza sapere chi sei, che clienti trovi e quanto sai vendere ti sta dando un numero che non esiste. Per fare i conti col tuo tempo c'è quanto costa davvero un lavoro: la paga oraria reale.
Quando ho cominciato a Torino come fotografo, il mio secondo cliente mi pagava 250 € al mese per seguire tre clienti, una marca di gin e una gioielleria. Giravo per la città con i gioielli addosso e le bottiglie in borsa, e le foto erano belle: sono ancora nel mio portfolio. Il problema era un altro. Il social media manager che coordinava il lavoro comprava like e follower per quei clienti: i post non portavano nessun ritorno, e io facevo fatica a farmi pagare perché i soldi finivano in follower finti. È una cosa che nel tuo settore succede più spesso di quanto si dica: i numeri di una pagina si possono gonfiare, i clienti veri no. Se ti propongono di lavorare sui social di qualcuno, chiedi sempre cosa si misura e dove arrivano i clienti.
I lavori che ti fanno saltare gli esami
- Gli stage "per fare esperienza" senza compenso, tipici di agenzie e redazioni: oltre il tirocinio curricolare, che è un'altra cosa, nessuno dovrebbe farti lavorare gratis per mesi. Come si distingue lo spieghiamo in differenza fra stage e tirocinio e in rimborso spese del tirocinio.
- Le "prove" non pagate che diventano lavoro vero: un calendario editoriale, una campagna, un video "di prova" che l'azienda poi usa. Ne parla prova di lavoro non pagata.
- Le collaborazioni "in cambio di visibilità": la visibilità non paga l'affitto, e un'azienda che ha bisogno di contenuti ha un budget per i contenuti.
- I turni fissi serali in ristorazione nelle settimane di laboratorio e di consegna: non perché siano lavori sbagliati, ma perché ti tolgono proprio le ore continue di cui hai bisogno per scrivere, montare o studiare. Se vuoi capire quando conviene ancora, c'è cameriere e sala: quando conviene.
- Il lavoro a chiamata senza preavviso quando hai un laboratorio a presenza obbligatoria: se ti chiamano la mattina per la sera e dici sempre sì, prima o poi salti una lezione che non si recupera.
Il criterio è sempre lo stesso: chi decide quando lavori, e se qualcuno ti sta davvero pagando o ti sta solo promettendo qualcosa. Se non sei sicuro che quello che ti propongono sia già sfruttamento, c'è una guida per riconoscerlo.
Se studi Comunicazione sai già fare una cosa che si vende
- Gestire i social di una piccola attività: palestra, studio professionale, negozio di quartiere. Piano dei contenuti, scrittura, immagini, risposte ai commenti. È la competenza dei tuoi laboratori applicata a un cliente vero.
- Scrivere testi per il web: descrizioni di prodotto, pagine di un sito, newsletter. Molte piccole imprese sanno di averne bisogno e non hanno né tempo né voglia di scriverli.
- Fare comunicati e un piccolo ufficio stampa per associazioni, eventi locali e piccole imprese che non hanno nessuno che lo faccia.
Non serve aver finito il corso per cominciare: serve un primo cliente, un prezzo detto prima e un accordo scritto. Se la tua attività diventa continuativa, prima del primo incarico leggi come funzionano prestazione occasionale e aprire la partita IVA da giovane.
La cosa da fare domani
Apri l'orario del semestre e segna tre cose: i giorni dei laboratori a presenza obbligatoria, le date degli appelli che vuoi dare, e quando parte il tirocinio. Quello che resta libero è il tuo spazio vero per lavorare, molto più del numero di CFU. Poi ragiona su quante ore reggi davvero con quante ore puoi lavorare mentre studi.
Hai una domanda su questa cosa? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro
