Le agenzie per il lavoro: cosa ti danno, cosa ti tolgono, e come farti chiamare davvero
Agenzia interinale per studenti: come funziona la somministrazione, quanto paga, perché non ti chiamano e quando conviene davvero a chi studia. Senza giri di parole.
Hai lasciato il curriculum da un'agenzia per il lavoro. Ti hanno fatto un colloquio di dieci minuti, ti hanno detto «ti chiamiamo appena esce qualcosa», e da tre settimane il telefono tace. Intanto il tuo compagno di corso è stato chiamato due volte in un mese per un magazzino. Che cosa sta succedendo?
Le agenzie — quelle che tutti chiamano ancora «interinali» — sono uno dei pochi canali dove uno studente senza esperienza trova un lavoro con un contratto vero. Ma funzionano con regole loro, e chi non le conosce aspetta una chiamata che non arriva.
Come funziona un'agenzia interinale, in tre righe
Il nome giusto oggi è agenzia per il lavoro, e il contratto si chiama somministrazione. Il meccanismo è questo:
- ti assume l'agenzia, non l'azienda dove vai a lavorare;
- l'agenzia ti manda in missione da un'azienda cliente — un supermercato, un magazzino, una fabbrica, un call center;
- lavori lì, prendi ordini lì, ma la busta paga te la fa l'agenzia.
Tre cose da sapere subito, perché sono la differenza fra un'agenzia e un annuncio qualsiasi:
- Non devi pagare niente. Un'agenzia autorizzata non può chiederti soldi per iscriverti, per il colloquio o per mandarti a lavorare. Se ti chiedono una quota, un corso a pagamento o un «kit», non è un'agenzia: è una trappola. Ne ho parlato in come capire in due minuti se un annuncio è serio.
- Sono in un albo pubblico. Le agenzie autorizzate stanno nell'albo informatico delle agenzie per il lavoro del Ministero del Lavoro. Se un nome non lo conosci, cercalo lì prima di mandare i tuoi documenti.
- Ti devono pagare come i dipendenti dell'azienda. Per legge, in missione hai diritto almeno allo stesso trattamento economico di chi fa il tuo stesso lavoro, allo stesso livello, assunto direttamente. Non puoi essere il dipendente di serie B sulla paga.
Quanto paga, e perché è quasi sempre meglio di un lavoretto in nero
La paga non la decide l'agenzia: segue il contratto collettivo dell'azienda dove vai. Quindi un magazzino paga come un magazzino, un supermercato come un supermercato.
Per i lavori che di solito toccano a uno studente senza esperienza — magazzino, scaffali, inventari, casse, call center — negli annunci si vedono più o meno 8-11 € lordi l'ora. È una forbice larga apposta: dipende dal contratto, dal livello e dai turni. La cifra esatta chiedila prima di firmare, e chiedila lorda e netta.
Il punto vero però non è la cifra oraria. È tutto quello che c'è intorno:
| Agenzia (somministrazione) | Prestazione occasionale | Lavoretto in nero | |
|---|---|---|---|
| Contratto scritto | Sì, sempre | Una ricevuta | No |
| Contributi per la pensione | Sì | No | No |
| Ferie e TFR | Maturano anche in missioni brevi, pagati alla fine | No | No |
| Notturni e festivi | Pagati con la maggiorazione del contratto | Di solito no | Quasi mai |
| Se ti fai male | Sei coperto INAIL | Dipende | No |
| Paga ridotta «perché è andata male» | Non si può | Succede | Succede |
| Stabilità | Missioni brevi, rinnovi a pezzi | Nessuna | Nessuna |
Se vuoi capire come si leggono quelle voci quando arriva il cedolino, c'è come si legge una busta paga. Se vuoi il confronto con tutti gli altri contratti che ti possono proporre, c'è i contratti che ti proporranno, spiegati.
Il primo contratto vero, io l'ho visto tardi
Ho fatto undici lavori prima di vendere. Per i primi non ho mai visto un contratto: pagamenti a contatto raccolto, accordi a voce, un bar in centro che certe sere mi pagava meno del pattuito perché non era venuta abbastanza gente.
Il primo contratto vero è arrivato al locale dentro l'autodromo di Imola, il primo anno di università: a chiamata, 7,23 € l'ora, 400-600 € al mese lavorando i weekend. Non era tanto. Ma era la prima volta che le ore che facevo erano scritte da qualche parte, e che nessuno poteva decidere a fine serata che valevano meno.
Ti racconto questa cosa perché è esattamente quello che un'agenzia ti dà e che quasi nessun lavoretto ti dà: un pezzo di carta che ti protegge. Non ti rende ricco. Ti toglie dal tavolo la trattativa che uno studente perde sempre, quella col titolare che ti paga «come può».
Perché non ti chiamano (e come farti chiamare)
Qui sta il motivo per cui la maggior parte degli studenti dice «le agenzie non servono a niente». Non è vero che non servono: è che funzionano al contrario di come pensi.
L'agenzia non cerca un lavoro per te. Cerca una persona per un'azienda, spesso con un giorno o due di preavviso. Quando arriva la richiesta — «mi servono sei persone per un inventario sabato notte» — chi seleziona apre la lista e chiama chi gli viene in mente per primo, chi ha detto chiaramente quando è libero, chi risponde al telefono.
Quindi:
- Dai una disponibilità precisa, per iscritto. Non «sono flessibile»: «lunedì e mercoledì dalle 14, sabato tutto il giorno, domenica mattina». Chi seleziona deve poterti incastrare senza telefonarti per chiedere. La disponibilità vaga, per una persona che deve riempire un turno in un'ora, vale come nessuna disponibilità.
- Vai di persona in filiale, almeno la prima volta. Un nome con una faccia viene in mente prima di un CV in un database.
- Fatti risentire ogni dieci-quindici giorni. Un messaggio corto: «Ciao, sono X, confermo che sono disponibile il sabato e la domenica, se esce qualcosa ci sono». Non è insistere, è ricordare che esisti.
- Iscriviti a più agenzie. È gratis e non è un tradimento: lo fanno tutti.
- Rispondi al telefono, o richiama entro mezz'ora. Spesso la missione va al primo che dice sì.
- Accetta le prime missioni piccole. L'inventario di una notte, il sabato in magazzino. Se lo fai bene e ti presenti puntuale, la volta dopo ti chiamano per primo. È la stessa logica di qualunque posto di lavoro: chi è affidabile finisce nella lista corta.
La guida completa su come cercare lavoro da studente, con i messaggi già scritti da mandare ad agenzie e attività, è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.
Quando un'agenzia conviene a uno studente, e quando no
Le agenzie hanno un difetto grosso, e va detto senza girarci intorno: non sanno e non vogliono sapere quando hai gli esami. Il magazzino che ti chiama a turni da lunedì a venerdì per tre settimane non si sposta per l'appello del 18. E le missioni possono essere corte — una settimana, un mese — con proroghe che arrivano all'ultimo giorno. Non puoi farci il piano dell'affitto per un anno.
Per questo la mia posizione è netta:
Conviene se:
- cerchi lavori a turno singolo o nel weekend: inventari notturni, promozioni, eventi, sabato in magazzino. Lì l'agenzia ti dà un contratto dove di solito c'è una ritenuta e basta (il confronto coi lavori a giornata pagati a ritenuta è in promoter, hostess da fiera, inventari);
- vuoi lavorare d'estate o fra una sessione e l'altra, quando puoi dare disponibilità piena per qualche settimana;
- è il tuo primo lavoro e ti serve una riga vera sul curriculum.
Non conviene se:
- ti propongono turni a rotazione (mattina, pomeriggio, notte che cambiano ogni settimana) durante il semestre: non riesci a seguire niente e non sai mai quando studi;
- ti offrono una missione full-time in piena sessione e pensi di «farcela lo stesso». Non ce la fai, e lo scopri all'appello;
- ti serve un'entrata fissa ogni mese: la somministrazione a missioni corte è un'entrata a pezzi. Per quella cerca un part-time diretto, o un contratto a chiamata con un posto che sai che lavora tutti i weekend.
E una regola che vale sempre: puoi dire di no a una missione. Non succede niente di grave. Di' di no con motivo e data («ho un esame il 18, dal 20 sono di nuovo disponibile»), e chi seleziona continua a chiamarti. Chi sparisce senza rispondere, invece, esce dalla lista.
Le domande da fare prima di firmare la missione
Ti chiamano, è venerdì, la missione inizia lunedì. È proprio il momento in cui si firma senza leggere. Prima di dire sì, chiedi:
- Quanto prendo all'ora, lordo, e che livello è?
- Quanto dura la missione, e c'è la possibilità di proroga?
- Che orari sono, e sono fissi o a rotazione?
- Dove è il posto? Fai subito il conto di quanto ci metti e quanto spendi ad andarci: una paga oraria buona a quaranta minuti di macchina diventa una paga cattiva.
- Devo comprare qualcosa? Scarpe antinfortunistiche, divisa: di norma i dispositivi di sicurezza te li deve dare l'azienda, non devi comprarli tu. Chiedilo.
- Quando arriva lo stipendio? Di solito il mese dopo, intorno a una data fissa: sappilo prima, non a fine mese con l'affitto da pagare.
Se a una di queste domande ti rispondono in modo vago, chiedi di avere tutto per iscritto. Un'agenzia seria te lo manda senza problemi, perché è già tutto nel contratto.
La cosa da fare domani
Apri il sito dell'albo delle agenzie per il lavoro del Ministero del Lavoro, oppure cerca semplicemente «agenzia per il lavoro» più il nome della tua città su Google Maps. Scegli le tre filiali più vicine a casa o all'università.
Poi apri le note del telefono e scrivi la tua disponibilità come la vorrebbe leggere chi seleziona: giorni, fasce orarie, e i periodi in cui non ci sei (le sessioni). Una riga per giorno.
Dopodomani passi nelle tre filiali con il CV stampato e quella lista. Fra quindici giorni, se non ti hanno chiamato, mandi a ciascuna il messaggio corto per ricordare che sei disponibile. Non è magia: è stare nella lista giusta nel momento in cui qualcuno la apre.
Hai una domanda sulle agenzie per il lavoro? Scrivimi in DM, rispondo io: ig.me/m/ale.towro
