Quanto ti costa essere pagato in nero (e la legge c'entra poco)
Lavoro in nero, i rischi per te che lavori: tredicesima, TFR, ferie e infortunio che perdi, il conto in euro su un anno, e cosa fare se ci sei già dentro.
Ti hanno offerto il lavoro e poi, quasi di passaggio, la frase: «Ti pago in contanti, così ti resta di più». Oppure «per il primo mese niente contratto, poi vediamo». Sembra un favore. Un euro in più l'ora, niente trattenute, niente carte. Il conto che nessuno ti fa è quello che perdi in cambio, e quasi mai è a tuo vantaggio.
Quando si parla dei rischi del lavoro in nero si pensa subito alla legge, ai controlli, alle multe. Ma le multe grosse le prende il datore, non tu. Il problema per te è un altro: è una questione di soldi, e la stai perdendo.
L'euro in più l'ora è quasi sempre una finta
Partiamo dal motivo per cui il nero sembra conveniente: «non ti tolgono niente».
Da dipendente, su una paga piccola, ti tolgono molto meno di quello che pensi. Le tasse (IRPEF), sotto gli 8.500 € l'anno di reddito da lavoro dipendente, in pratica non le paghi: le detrazioni le azzerano, e se te ne trattengono qualcosa in corso d'anno di solito torna col conguaglio. Quello che ti trattengono davvero sono i contributi INPS a tuo carico: più o meno il 9-10% del lordo. Su 420 € al mese sono una quarantina di euro.
Quei quaranta euro, poi, non spariscono. Sono contributi: anni che contano per la pensione, e il requisito per avere la disoccupazione quando il lavoro finisce.
Quindi quando ti offrono «un euro in più in nero», stai scambiando quaranta euro al mese — che sono comunque tuoi, solo messi da parte — con tutto quello che c'è nella tabella qui sotto.
Il conto su un anno, in euro
Facciamo un esempio semplice: 15 ore a settimana, circa 60 al mese. In regola a 7 € l'ora lordi, in nero a 8 € l'ora in contanti. Conti arrotondati, per dare l'ordine di grandezza: le voci esatte dipendono dal contratto collettivo del tuo settore.
| Voce | In regola (7 €/h) | In nero (8 €/h) |
|---|---|---|
| Paga del mese | circa 420 € lordi, 380 € netti | 480 € in mano |
| Differenza in mano su 12 mesi | — | circa +1.200 € |
| Tredicesima | circa 420 € | 0 € |
| Quattordicesima (turismo e pubblici esercizi) | circa 420 € | 0 € |
| TFR, la liquidazione | circa 400 € l'anno | 0 € |
| Ferie pagate | circa 4 settimane l'anno | Se non lavori, non prendi |
| Malattia | Pagata, almeno in parte | Se stai male, perdi il turno e i soldi |
| Infortunio | Coperto INAIL | Devi prima dimostrare che lavoravi lì |
| Disoccupazione (NASpI) a fine lavoro | Sì, se hai abbastanza settimane di contributi | No |
| Contributi per la pensione | Sì | Zero |
Guarda la riga in grassetto e poi le tre sotto. Tredicesima, quattordicesima e TFR da sole fanno già più dei 1.200 € «guadagnati» col nero. E non ho contato le ferie pagate, che sono un altro mese abbondante di paga, né la NASpI quando il lavoro finisce.
Il nero ti fa sentire più soldi in tasca ogni venerdì e te ne toglie di più a fine anno. È lo stesso errore di chi guarda la paga scritta invece di quella che resta: ne ho parlato in i costi nascosti di un lavoro, e vale anche qui.
La cosa che il nero ti toglie e non vedi: la prova
C'è un costo che non sta in nessuna tabella. In nero non esisti. Non hai una busta paga, non hai un contratto, non hai niente in mano che dica che quel lavoro lo fai.
Te ne accorgi quando ti serve:
- Il capo ti paga meno del pattuito. Con una busta paga hai un numero da indicare. Senza, è la tua parola contro la sua.
- Ti mandano via da un giorno all'altro. Formalmente non c'è niente da cui mandarti via: l'ho spiegato in ti hanno licenziato a voce, dove il caso del lavoro in nero ha una riga a parte.
- Ti fai male. Una caduta con un vassoio, un taglio in cucina, un incidente in motorino mentre consegni. Per avere quello che ti spetta devi prima dimostrare il rapporto di lavoro, e in nero è la parte difficile.
- Ti serve dimostrare un reddito. Per un affitto, per una garanzia, per il permesso di soggiorno se sei uno studente straniero. I contanti non li vede nessuno.
Il primo contratto vero l'ho avuto al locale dentro l'autodromo di Imola, il primo anno di università: a chiamata, 7,23 € l'ora, 400-600 € al mese lavorando nei weekend. Non era tanto. Ma la differenza l'ho sentita subito: per la prima volta c'era un foglio che diceva quanto valeva un'ora mia, e quel numero non poteva cambiare la sera stessa perché «non è venuta gente».
Poi sono arrivati i concerti, i turni da diciassette ore. Al concerto di Vasco ho portato su per le scale centoquattro casse di birra, e quel mese mi hanno messo qualcosa in più in busta, fuori dallo stipendio. Lì per lì ero contento. Oggi so cos'era: soldi su cui non maturava niente. Né tredicesima, né TFR, né contributi. Era un premio, e lo era davvero, ma era anche il pezzo del mio lavoro che per la legge non esisteva.
Il nero a metà: quando il contratto c'è, ma è finto
Il caso più comune non è il nero totale. È il grigio: hai un contratto, ma racconta un'altra storia.
- Part-time sulla carta, tempo pieno nella realtà. Il contratto dice 10 ore, ne fai 25. Le altre 15 te le paga in contanti, quando le paga.
- La busta paga regolare più la «differenza» a parte. Il netto in busta è basso, il resto arriva in mano.
- Il periodo di prova in nero. «Per le prime settimane non ti metto in regola, vediamo come va.» Quelle settimane sono lavoro, e vanno pagate come tale: se non ti paga, ti trovi in la prova di lavoro non pagata.
Il grigio è più subdolo del nero perché ti fa sentire tranquillo: «tanto ho il contratto». Ma tredicesima, TFR, ferie e contributi si calcolano solo sulla parte scritta. Le ore in contanti, per tutto il resto, non le hai mai fatte. Se vuoi sapere cosa dovrebbe esserci scritto e controllarlo riga per riga, parti da come si legge una busta paga.
«Ma se lavoro in regola perdo la borsa, o non resto a carico»
È la vera ragione per cui tanti studenti il nero lo chiedono, non lo subiscono. Meglio guardarla in faccia.
- La borsa di studio. Il limite di reddito c'è, ed è un problema vero. Ma il nero non è una soluzione: se esce fuori, rischi la revoca della borsa con restituzione di tutto. I conti per restare sotto il limite lavorando in regola sono in quanto puoi guadagnare senza perdere la borsa di studio.
- Restare a carico dei tuoi. Fino a 24 anni il limite è 4.000 € di reddito l'anno. Se lo superi, i tuoi perdono la detrazione per te. Ma fai il conto: la detrazione per un figlio a carico vale al massimo 950 € l'anno, e meno se in famiglia si guadagna di più. È meno di quello che perdi tu in tredicesima e TFR. E se ti interessa restarci sotto, si può farlo in regola, scegliendo quante ore fare.
Esistono poi forme pensate apposta per i lavori piccoli e saltuari, che costano poco anche a chi ti paga: il contratto a chiamata, la prestazione occasionale, il Libretto Famiglia per chi ti chiama da privato (l'ho spiegato per il caso della baby sitter). Quando un datore ti dice «in regola costa troppo», per un lavoretto da poche ore spesso non è vero: è solo più comodo per lui.
La guida completa sui contratti che ti proporranno, con cosa conviene a te e cosa conviene solo a lui, è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.
Se ci sei già dentro: tieni le prove adesso
Non ti dico di licenziarti domani. A volte quel lavoro in nero ti serve per pagare l'affitto di questo mese, e lo capisco. Ma una cosa la puoi fare da subito, senza rischiare niente: costruirti la prova che lavori lì.
- Segna i turni. Un file sul telefono: data, ora di inizio, ora di fine, quanto hai preso. Ogni volta, non a memoria a fine mese.
- Salva le chat. I messaggi del capo con i turni, i cambi orario, «domani vieni alle 18». Fai degli screenshot e mettili da parte fuori dal telefono.
- Annota chi c'era. Colleghi, fornitori, clienti fissi che ti vedono lì. Sono testimoni.
- Chiedi di essere pagato con bonifico, anche solo una volta. Un bonifico ricorrente dallo stesso conto è una prova.
Per i soldi che ti spettano hai cinque anni di tempo: non scade tutto domani. Se a un certo punto decidi di far valere quello che ti spetta, con quelle prove in mano un sindacato o un patronato può aiutarti gratis a fare i conti e a muoverti. Senza, la conversazione finisce prima di iniziare.
La cosa da fare domani
Se lavori in nero o in grigio, stasera apri le note del telefono e crea un file che si chiama «turni». Scrivi i turni che ti ricordi delle ultime due settimane, con orari e paga, e da domani aggiorna ogni giorno.
Se invece ti hanno appena offerto un lavoro in nero, prima di dire sì fai una domanda sola: «Si può fare con un contratto a chiamata o con le ore giuste in busta?». Se la risposta è no senza un motivo, hai già capito che tipo di capo è.
Hai una domanda su questa cosa? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro
