Qualcosa non torna sul lavoro: a chi vai, in che ordine, e quanto ti costa
Dove denunciare lavoro irregolare se sei studente: sindacato, patronato, Ispettorato del lavoro e avvocato. Cosa fa ognuno, quanto costa, in che ordine andarci.
Ti pagano meno di quanto ti avevano detto. Oppure lavori da tre mesi senza contratto, o il contratto dice dodici ore e ne fai trenta. Hai capito che non va. Quello che non sai è il passo dopo: a chi lo dici? Su Google trovi «sindacato», «patronato», «Ispettorato», «avvocato», tutti insieme, come se fossero la stessa cosa.
Non lo sono. Ognuno fa un lavoro diverso, e andare dal posto sbagliato ti fa perdere settimane. Qui sotto trovi chi fa cosa, quanto costa e in che ordine conviene muoversi.
Prima di andare da chiunque: le prove
Chiunque tu vada a trovare, la prima domanda sarà: «cosa hai in mano?». Senza niente in mano, anche la persona più brava può fare poco.
Quello che serve, e che puoi raccogliere da oggi senza che nessuno se ne accorga:
- Gli orari veri. Una nota sul telefono, ogni giorno: ora di arrivo, ora di uscita, pause. Scritta lo stesso giorno, non ricostruita dopo un mese.
- I messaggi. WhatsApp del capo con i turni, i «domani vieni alle 18», i vocali sui soldi. Fai gli screenshot e salvali fuori dal telefono, su una mail tua o in un cloud.
- I pagamenti. Bonifici, ricevute, foto delle buste. Anche i contanti: annota data e cifra ogni volta che li ricevi.
- I testimoni. Colleghi che hanno visto, clienti abituali che ti conoscono di nome.
Se lavori in nero, questa parte conta il doppio: lì non esiste un contratto che dica che c'eri, e devi dimostrarlo tu. Come si costruisce quel fascicolo l'ho spiegato in lavoro in nero: i rischi veri.
Dove denunciare un lavoro irregolare: i quattro posti, messi a confronto
| Chi | Cosa fa per te | Quanto costa | Quando andarci |
|---|---|---|---|
| Patronato (INCA, ACLI, INAS, ITAL e altri) | Controlla i contributi, ti aiuta con dimissioni online e disoccupazione | Gran parte dei servizi è gratuita | Per capire se sei in regola con l'INPS e per le pratiche |
| Sindacato, ufficio vertenze | Fa il conto di quanto ti devono, scrive al datore, tratta, ti segue in conciliazione | Spesso chiedono l'iscrizione, a volte una percentuale su quanto recuperi: chiedilo subito | Quando vuoi indietro dei soldi o devi contestare un licenziamento |
| Ispettorato del lavoro (la sede della tua provincia) | Riceve la segnalazione, può fare un'ispezione, convoca te e il datore, può ordinargli di pagarti | Gratis | Quando il datore non risponde, o la situazione riguarda anche altri |
| Avvocato giuslavorista | Ti porta davanti al giudice se serve | A pagamento; gratis con il patrocinio a spese dello Stato se il reddito è sotto la soglia | Quando le altre strade non bastano, o i tempi stringono |
Tre cose da sapere su questa tabella.
Il patronato non fa causa a nessuno. È il posto giusto per le domande «sono assicurato? mi versano i contributi? come mi dimetto?». Ti stampa l'estratto contributivo INPS e in dieci minuti sai se per lo Stato quei mesi di lavoro esistono. Molti patronati stanno nella stessa sede del sindacato, quindi spesso è lo stesso corridoio.
Il sindacato giusto è quello di categoria. Per bar, ristoranti, negozi, eventi è il ramo commercio-turismo-servizi di CGIL, CISL o UIL (Filcams, Fisascat, Uiltucs). Chiedi dell'ufficio vertenze: è lì che fanno i conti. I costi cambiano da sede a sede, quindi la prima domanda al primo incontro è «quanto mi costa, e cosa pagherei se recuperiamo qualcosa?». Non è una domanda maleducata: è la prima cosa da sapere.
L'Ispettorato è un ufficio pubblico, non il tuo avvocato. Il suo compito è far rispettare le regole, non vincere la tua causa. Però ha strumenti che un sindacato non ha: può entrare nel locale, controllare chi lavora, multare.
Cosa succede davvero quando vai all'Ispettorato
È la parte che spaventa di più, quindi te la spiego passo per passo.
La segnalazione (la chiamano «richiesta di intervento») si fa alla sede dell'Ispettorato della tua provincia: di persona, per PEC o con il modulo sul sito dell'Ispettorato nazionale del lavoro. Scrivi chi è il datore, dove lavori, da quando, cosa non va, e alleghi quello che hai raccolto.
Da lì le strade sono di solito queste:
- Conciliazione monocratica. Se chiedi dei soldi, l'Ispettorato può convocare te e il datore nello stesso ufficio per trovare un accordo davanti a un funzionario. Se vi accordate e lui paga, la cosa si chiude lì. Spesso è la via più veloce, e molti datori pagano proprio per evitare l'ispezione.
- Ispezione. Se l'accordo non c'è, o la situazione è grave, possono andare a controllare sul posto.
- Diffida accertativa. Se l'ispettore accerta che ti devono dei soldi, può ordinare al datore di pagarteli. Se non paga e non la contesta, quell'ordine diventa un titolo che puoi far valere come una sentenza.
Due paure da togliere subito.
«Mi licenziano per vendetta.» Il licenziamento fatto per ritorsione, perché hai fatto valere un tuo diritto, è nullo. Detto questo, non è che smetti di avere paura perché c'è una legge. Per questo tanti vanno all'Ispettorato quando hanno già deciso di andarsene, o dopo. Per i soldi hai cinque anni di tempo, e per molti rapporti quei cinque anni partono dalla fine del lavoro: con chi ti segue verifica qual è il tuo caso, ma sappi che non scade tutto domani.
«Se lavoravo in nero, mi multano.» No. La sanzione per il lavoro nero è per chi ti fa lavorare, non per te. Se intanto prendevi un sussidio o una borsa di studio legata al reddito, quella è un'altra faccenda, e va guardata con il patronato prima di muoversi.
Una scadenza invece corre davvero ed è corta: se ti hanno licenziato, hai 60 giorni per contestarlo per iscritto. Se è successo a voce, leggi subito ti hanno licenziato a voce: cosa puoi fare.
La guida completa su come scrivere la segnalazione all'Ispettorato, con il modello da compilare e la lista dei documenti da allegare, è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.
L'ordine che ti consiglio
Non esiste un ordine obbligatorio, ma questo è quello che di solito spreca meno tempo e meno soldi.
- Chiedi per iscritto al datore. Un messaggio calmo, con le date e le cifre. Molte cose si risolvono qui, e se non si risolvono hai la prova che hai chiesto. Come si scrive senza fare la guerra sta in farsi pagare: come si chiede.
- Patronato, per vedere cosa risulta all'INPS. Dieci minuti, di solito gratis, e scopri se sei assicurato o no.
- Ufficio vertenze del sindacato, per sapere quanto ti devono davvero. Molti scoprono di avere diritto a più di quanto pensavano: la paga minima del tuo settore, le ore che nessuno ti conta, le maggiorazioni.
- Ispettorato, se il datore non paga o non risponde. Anche da solo, senza sindacato: è gratis e il modulo lo compili tu.
- Avvocato, se serve il giudice. Se hai un reddito basso, chiedi del patrocinio a spese dello Stato: sotto una soglia di reddito (intorno ai 13.000 euro l'anno, aggiornata ogni tanto, e conta anche il reddito della famiglia con cui vivi) l'avvocato lo paga lo Stato.
Se il problema è la sicurezza, non i soldi (niente formazione, macchinari pericolosi, turni che non ti lasciano dormire prima di guidare), c'è anche il servizio prevenzione della ASL. Se sei in tirocinio e non ti pagano il rimborso minimo, prima si va all'ente che l'ha attivato: è tutto in tirocinio retribuito.
Io non sono andato da nessuno, ed è stato l'errore
Quando facevo il content manager per una startup a Torino, l'accordo era di mille euro al mese. Due reel a settimana, script miei, montaggio mio. Passa un mese e non mi pagano. Passano due mesi e non mi pagano.
Io non chiedevo. Mi vergognavo. E quando finalmente ne ho parlato con qualcuno, dopo due mesi e mezzo, non sono andato da un sindacato o da un patronato: ne ho parlato con i miei genitori. Mi hanno fatto una doccia fredda, giustamente, ma non potevano fare niente per recuperare quei soldi.
Alla fine ho smesso di consegnare, proprio quando servivano i video per Natale. Ho scoperto che quei mille euro non erano per me ma per tutto il reparto contenuti. Ho preso 1.560 euro, ritenuta d'acconto compresa, per due mesi e mezzo di lavoro. Nessun contratto firmato.
Non so se con un ufficio vertenze avrei preso di più. So che non l'ho nemmeno chiesto a qualcuno che sapeva come si fa. Non avevo un fascicolo, non avevo un conto di quanto mi spettava, non sapevo nemmeno che esistesse un ufficio pubblico dove andare gratis. L'errore non è stato perdere la discussione. È stato non sapere a chi rivolgermi, e restare zitto per mesi perché non lo sapevo.
La cosa da fare domani
Apri Google Maps e cerca «patronato» vicino a casa tua o all'università. Segnati indirizzo e orari della sede più vicina, e guarda se nello stesso posto c'è anche il sindacato di categoria del tuo lavoro.
Poi apri le note del telefono e crea una nota che si chiama «orari». Da domani, ogni giorno di lavoro, scrivi ora di entrata e di uscita. Anche se oggi va tutto bene. Se un giorno qualcosa non torna, sai già dove andare e hai già in mano la prima prova. Se invece non succede mai niente, ti è costato trenta secondi al giorno.
Se non sei sicuro che quello che ti sta succedendo sia davvero un problema, parti da qui: come si riconosce un lavoro che ti sta sfruttando.
Hai una domanda su questa cosa? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro
