Ferie nel part-time e a chiamata: quante te ne spettano, e perché quasi nessuno studente le usa
Ferie part time e a chiamata: quanti giorni ti spettano davvero, come si contano se lavori tre giorni a settimana, e dove le trovi in busta paga.
A dicembre hai la sessione, a Natale vorresti tornare a casa per una settimana. Lavori venti ore in negozio, oppure i weekend a chiamata in un locale. Ti chiedi se puoi chiedere le ferie o se «tanto sei part-time» e non ti spetta niente. Chiedere al capo ti mette a disagio, e nel gruppo WhatsApp dei turni nessuno ne parla.
La risposta breve: se hai un contratto da dipendente, le ferie le maturi, part-time e a chiamata compresi. Cambia il modo in cui si contano, non il diritto. Il problema vero è che quasi nessuno ti spiega come si contano, e allora o non le chiedi, o te le perdi.
Il minimo di legge vale anche per te
La regola di partenza è uguale per tutti i dipendenti: quattro settimane di ferie pagate all'anno. Lo dice la legge, e il tuo contratto collettivo (il CCNL scritto sul contratto di assunzione) può darti di più, non di meno. In molti contratti del commercio e del turismo quelle quattro settimane diventano 26 giorni lavorativi, contati su una settimana da sei giorni. Verifica sul tuo, perché i numeri cambiano da un CCNL all'altro.
Tre cose che vengono con quel minimo, e che quasi nessuno sa:
- Non si possono pagare al posto di farle. Le ferie servono a riposarti, non a fare cassa. L'unico caso in cui diventano soldi è quando il rapporto finisce e ne avevi ancora da parte.
- Almeno due settimane vanno fatte nell'anno in cui le maturi, il resto entro i diciotto mesi dopo. Non sono un salvadanaio infinito.
- Il periodo lo decide il datore di lavoro, ma deve tenere conto anche delle tue esigenze. Tradotto: non puoi pretendere la settimana che vuoi, ma lui non può negartele per sempre.
Part-time non vuol dire dipendente di serie B. La legge sul part-time dice che devi avere lo stesso trattamento di un collega a tempo pieno, in proporzione alle ore che fai. Ferie comprese.
Ferie part time: come si contano se lavori tre giorni su sei
Qui nasce quasi tutta la confusione, perché «in proporzione» non vuol dire la stessa cosa in tutti i part-time.
Part-time orizzontale: lavori tutti i giorni, ma meno ore. Per esempio quattro ore al giorno dal lunedì al sabato. Hai gli stessi giorni di ferie di un tempo pieno, solo che ogni giorno di ferie ti viene pagato per le tue quattro ore, non per otto.
Part-time verticale: lavori alcuni giorni sì e altri no. Per esempio venerdì, sabato e domenica a tempo pieno. Qui i giorni di ferie si riducono in proporzione ai giorni che lavori. Sembra un furto, e non lo è: un giorno di ferie per te è un venerdì, cioè un giorno in cui avresti lavorato. Il lunedì non lo «spendi», perché il lunedì sei già libero.
Facciamo il conto con il contratto da 26 giorni, numeri di esempio:
| Come lavori | Giorni di ferie l'anno | Quante settimane di stacco fanno |
|---|---|---|
| Tempo pieno, 6 giorni su 6 | 26 | circa 4 |
| Orizzontale, 4 ore al giorno per 6 giorni | 26 (pagati a 4 ore) | circa 4 |
| Verticale, 3 giorni su 6 | circa 13 | circa 4 |
| Verticale, 2 giorni su 6 (solo weekend) | circa 9 | circa 4 |
Guarda l'ultima colonna: in settimane, è sempre lo stesso. Se sul foglio vedi 13 giorni invece di 26 e pensi di essere stato fregato, quasi sempre non lo sei. Se invece hai un verticale e ti contano come giorni di ferie anche i giorni in cui non avresti lavorato comunque, lì qualcosa non torna.
Ogni mese ne maturi un pezzo, il rateo. Con 26 giorni l'anno sono poco più di due giorni al mese per un tempo pieno, meno per un verticale. Per questo dopo tre mesi di lavoro non hai «le ferie di un anno»: hai quelle di tre mesi.
Se hai ancora dubbi su che tipo di part-time ti hanno fatto, è scritto sul contratto di assunzione, nella parte sull'orario. Ne parlo anche in lavoro part-time da studente: gli orari che reggono davvero.
A chiamata le ferie ci sono, ma di solito te le pagano
Il contratto a chiamata (il nome tecnico è lavoro intermittente) è quello che fanno quasi tutti gli studenti nei locali e agli eventi. Anche qui la legge è chiara: ti spetta lo stesso trattamento degli altri, in proporzione a quanto lavori davvero. Ferie comprese.
Il punto è che le maturi solo sulle ore che fai. Nei mesi in cui non ti chiamano, non maturi niente, a meno che il contratto non preveda l'indennità di disponibilità, cioè che tu sia obbligato a rispondere quando ti chiamano.
Nella pratica succede quasi sempre una cosa: invece di accumulare giorni da prendere, ti pagano le ferie mese per mese, insieme alla tredicesima e alle altre voci, come una piccola aggiunta in busta. Sono i «ratei». Fai un conto approssimativo, con numeri inventati apposta per vedere l'ordine di grandezza: se le ferie valgono circa quattro settimane su quarantotto lavorate, sono intorno all'8% in più su quello che guadagni con le ore.
Esempio: 8 € lordi l'ora, 50 ore al mese, 400 € lordi. Il rateo ferie vale intorno ai 30 € lordi al mese. Su un anno, più o meno 400 €. Non sono soldi che ti regalano: sono le tue ferie, trasformate in euro.
Quindi, se lavori a chiamata, la domanda giusta non è «quando posso prendere le ferie», ma «dove sono in busta i ratei delle ferie?». Se non ci sono, e non hai nemmeno giorni accumulati, ti stanno mancando dei soldi. Come funziona il resto di questo contratto lo trovi in contratto a chiamata: come funziona davvero. E se invece di riposarti stai male, la regola è diversa: è spiegata in malattia nel part-time e a chiamata.
La guida completa su come leggere il tuo CCNL e trovare in due minuti le righe su ferie, permessi e maggiorazioni è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.
Le ferie non ti danno il weekend libero
Questa è la parte che nessuno ti dice, e che ho capito sulla mia pelle.
Il primo anno di università lavoravo al locale dentro l'autodromo di Imola. Finalmente un contratto vero, a chiamata, 7,23 € l'ora, i weekend. Il prezzo che non compariva in busta era un altro: lavoravo venerdì, sabato e domenica, cioè esattamente quando uscivano i miei amici. Ho passato un'intera estate senza uscire con nessuno. Gli amici passavano al locale a bere qualcosa apposta per vedermi.
Te lo racconto perché è il limite vero delle ferie a chiamata. Anche quando te le pagano tutte, al centesimo, i soldi non ti restituiscono il sabato sera. Le ferie trasformate in ratei sono giuste sul piano dei soldi, ma il riposo non te lo danno. Quello te lo devi prendere da solo: dicendo «quel weekend non ci sono» con anticipo, come un fatto, non come un favore da chiedere.
A chiamata, se non hai l'obbligo di rispondere, puoi dire di no. È l'altra faccia del contratto: non ti garantiscono le ore, ma tu non gli garantisci la tua disponibilità. Usala, soprattutto sotto sessione.
Ferie, permessi ed esami: tre cose diverse
Molti studenti si bruciano un giorno di ferie per andare a fare un esame. Spesso non serve.
| Cosa | A cosa serve | Chi ce l'ha |
|---|---|---|
| Ferie | Riposarti, quando vuoi tu e il datore è d'accordo | Tutti i dipendenti, part-time e a chiamata in proporzione |
| Permessi (ROL, ex festività) | Ore pagate da usare per cose tue, anche mezza giornata | Dipende dal CCNL: nel commercio e nel turismo di solito ci sono |
| Permesso per esame | Il giorno dell'esame non lavori, e spesso sei pagato lo stesso | Dipendenti studenti, lo prevede lo Statuto dei lavoratori e il CCNL lo precisa |
| Ferie non godute | Te le pagano quando il rapporto finisce | Chiunque se ne vada con ferie ancora da parte |
Il permesso per gli esami è la cosa da guardare per prima, prima di toccare le ferie: permessi studio e 150 ore spiega chi ce l'ha e come si chiede. E se stai per lasciare il lavoro, le ferie che non hai fatto non spariscono: finiscono nell'ultima busta. Il conto lo trovi in quando lasciare il lavoro.
Dove invece non c'è niente, e conviene saperlo prima di dire sì:
- Prestazione occasionale e partita IVA. Non sei dipendente: niente ferie pagate. Se non lavori, non incassi. Per questo la tariffa deve essere più alta di quella di un dipendente, non uguale. Ne parlo in prestazione occasionale: cos'è e quando conviene.
- Tirocinio. Non è un lavoro, quindi niente ferie come diritto: di solito si concordano delle sospensioni con l'ente.
- In nero. Niente ferie, niente ratei, niente ultima busta. Un altro pezzo di quello che il nero ti costa senza che te ne accorga.
Come si chiedono, senza fare la figura del furbo
Chiedile per scritto, con anticipo, e con le date. Un messaggio così basta:
«Ciao [nome], vorrei chiedere le ferie dal [data] al [data], per [motivo, se vuoi dirlo]. Te lo dico adesso così hai tempo di organizzare i turni. Mi confermi se va bene?»
Più anticipo dai, più è difficile dirti di no. A Natale, ad agosto e sotto le feste chiedono tutti: chi arriva per primo di solito vince. Se ti dicono di no, chiedi quando invece si può. Se ti dicono «il part-time non ha ferie», adesso sai che non è vero: rispondi con il CCNL in mano, non con la rabbia.
La cosa da fare domani
Apri l'ultima busta paga e cerca in basso il riquadro delle ferie: di solito ci sono tre numeri, maturate, godute, residue. Se lavori a chiamata, cerca invece una voce tipo «rateo ferie» o «ferie retribuite» fra le competenze. Se non trovi né l'uno né l'altro, prendi le ultime tre buste e cerca di nuovo: la voce può avere un nome diverso. Ti aiuta busta paga: come si legge, voce per voce.
Poi apri il calendario dell'università, segna la sessione d'esame e le feste in cui vuoi tornare a casa, e manda oggi il messaggio per le ferie. Non a dicembre: oggi.
Hai una domanda su questa cosa? Una busta in cui le ferie non tornano, un capo che dice che a chiamata non ne hai? Scrivimi in DM, rispondo io. Link: https://ig.me/m/ale.towro
