← Un servizio tuo

Montare mobili e dare una mano nei traslochi: quanto chiedere, e quando dire di no

Montaggio mobili a domicilio da studente: quanto chiedere a pezzo o all'ora, gli attrezzi che servono davvero, i traslochi e i lavori da rifiutare.

21 ottobre 2026 · 8 min di lettura

Ottobre è il mese in cui mezza Italia fuori sede apre scatoloni. Camere nuove, armadi in kit, letti da montare con una chiavetta a brugola e un foglio di istruzioni senza parole. Se hai già montato la tua libreria senza avanzare viti, c'è qualcuno a due fermate da te che pagherebbe volentieri per non doverlo fare.

È uno dei servizi più facili da cominciare: non serve un titolo, servono una cassetta degli attrezzi e un pomeriggio libero. Ma è anche uno dei più facili da prezzare male. Ecco i numeri e le regole.

Montaggio mobili a domicilio: i prezzi per chi inizia

Un listino ufficiale non esiste. È un lavoro fatto da artigiani, da piattaforme e da tanti privati, quasi tutti a voce. Le cifre che girano sulle pagine dei preventivi stanno fra i 20 e i 45 € all'ora per chi lo fa di mestiere, con punte più basse in provincia e più alte nelle grandi città. Il servizio di montaggio dei negozi di solito costa di più, perché dentro ci sono trasporto e attrezzatura.

Tu non sei un montatore con il furgone e dieci anni di esperienza. Il tuo prezzo sta sotto quello dei professionisti, e va bene così: è il motivo per cui ti chiamano. Quello che segue sono ordini di grandezza per chi comincia. Prima di fare un prezzo, guarda su Subito.it e nei gruppi Facebook della tua città quanto chiedono gli altri.

LavoroQuanto ci metti, la prima voltaPrezzo a spanne per chi inizia
Comodino, sedia, mensola20-40 minuti10-20 €
Libreria o cassettiera1-1,5 ore25-40 €
Letto matrimoniale con rete1,5-2 ore35-60 €
Armadio grande ad ante scorrevoli3-4 ore, meglio in due70-120 €
Cucina componibileNon la fai—

L'ultima riga è la più importante della tabella e ci torniamo sotto.

A pezzo o all'ora

Le prime volte fai il prezzo a pezzo, non all'ora. Il motivo è semplice: sei lento. Un armadio che a un montatore richiede due ore a te ne prende quattro, e se chiedi 15 € l'ora il cliente paga la tua inesperienza e tu ti senti in colpa a ogni minuto in più. Con il prezzo a pezzo il rischio è tuo, ma impari in fretta, e dopo cinque armadi uguali ci metti la metà e guadagni il doppio all'ora.

L'ora va bene per i lavori che non si possono prevedere: «vieni a sistemare un po' di cose in casa», smontare mobili vecchi, dare una mano in un trasloco.

Il viaggio va dentro il prezzo

Questa è la parte che si dimentica. Se per un comodino da 15 € fai quaranta minuti di autobus all'andata e quaranta al ritorno, hai lavorato due ore per 15 €. Fissa un minimo di uscita (per esempio 25-30 €, anche se il lavoro è uno solo), oppure lavora solo nel tuo quartiere e in quelli accanto. È la stessa regola che vale per il dog sitter e per le ripetizioni a domicilio: il tempo per arrivare è lavoro, anche se nessuno te lo conta.

Gli attrezzi che servono davvero (e quanto costano)

Non serve comprare un negozio. Con questi fai il 90% dei mobili in kit:

  • avvitatore a batteria con una serie di punte: 40-80 € per uno decente da casa. È l'unico acquisto che conta, perché ti dimezza i tempi;
  • set di brugole e cacciaviti, un metro, una livella piccola: 15-25 €;
  • martello di gomma, per incastrare senza rovinare: 5-10 €;
  • un paio di guanti e un telo vecchio per non graffiare il pavimento.

Totale fra i 60 e i 120 €. Te li ripaghi in tre o quattro lavori. Se non vuoi spenderli subito, chiedi in prestito l'avvitatore per il primo mese e compralo quando hai visto che le richieste arrivano.

Il trapano a percussione per bucare il muro invece non comprarlo per cominciare: ti porta dritto al punto successivo.

I lavori da rifiutare, detti chiari

Il guadagno vero di questo servizio non lo fai con quello che accetti. Lo fai con quello che rifiuti, perché un solo lavoro sbagliato si mangia i soldi di un mese.

La cucina componibile. C'entrano acqua, gas, elettrodomestici da incasso, misure al millimetro. Se sbagli, il danno è da centinaia di euro e da un vicino di sotto con il soffitto bagnato. Non è un lavoretto, è un mestiere.

Tutto quello che si allaccia a gas o corrente. Lampadari compresi, se non sai esattamente cosa stai facendo. Lì non si impara sbagliando.

Fissare al muro pensili e armadi alti senza sapere com'è fatto il muro. Un tassello sbagliato in un cartongesso e il pensile cade. Un buco nel posto sbagliato e prendi un tubo o un cavo. Se il cliente vuole il mobile fissato, digli che quella parte la fa fare a un artigiano, oppure impara prima a casa tua, con un rilevatore di tubi e cavi (si trova sui 20-30 €).

I mobili di valore, antichi o costosi. Se rovini una libreria da 80 €, ti scusi e la paghi. Se graffi un mobile di design da duemila, è un'altra storia.

C'è un motivo per essere così severi: tu lavori come privato, quasi sempre senza un'assicurazione che copra i danni che fai in casa d'altri. Se rompi qualcosa, paghi tu, di tasca tua. Per cominciare, tieniti sui mobili in kit, nuovi e economici.

La guida completa su come si fa il prezzo di un servizio tuo, con il conto del minimo di uscita e il foglio da riempire, è dentro l'area gratuita: entri con la mail, niente password, niente carta. La trovi su studentelavoratore.com/entra.

I traslochi: soldi facili finché non ti fai male

Accanto al montaggio arriva quasi sempre la domanda: «mi dai una mano anche a portare giù le cose?». I traslochi fra studenti e giovani coppie pagano bene per quello che sono: a spanne 15-20 € l'ora a testa per portare scatoloni, o una cifra fissa per una mattina, dai 60 ai 120 € a seconda di piani, ascensore e quantità. Anche qui non c'è un dato ufficiale: chiedi in giro e guarda gli annunci.

Io questa parte la conosco dal lato sbagliato. Al locale dentro l'autodromo di Imola, il giorno del concerto di Vasco Rossi, ho scaricato, attaccato i fusti e portato su per una rampa di scale centoquattro casse di birra. Ero a contratto a chiamata, a 7,23 € l'ora. A fine mese mi hanno messo qualcosa in più in busta e mi sono sentito trattato bene. Ripensandoci adesso, la fatica di quella giornata, fatta per un cliente privato in un trasloco, l'avrei fatta pagare il doppio. E l'avrei fatta pagare a piano, non a ora.

Le regole che mi sarebbero servite:

  • Il prezzo dipende dai piani e dall'ascensore, e lo chiedi prima. «Quarto piano senza ascensore» è un altro lavoro rispetto a «piano terra». Se non lo chiedi, lo scopri quando hai il divano in mano.
  • Non sollevi da solo cose che vanno in due. Lavatrice, frigorifero, divano, armadi interi. Una schiena rovinata a vent'anni non te la ripaga nessuno, e se ti fai male lavorando in nero per un privato non c'è nessuna assicurazione che ti copre: niente INAIL, niente malattia, niente.
  • Il furgone non è tuo. Se te lo chiedono, rispondi che il mezzo lo noleggia il cliente. Guidare un furgone a noleggio con dentro la roba di un altro, se fai un incidente, diventa un problema tuo.

Come ti fai pagare, e se va dichiarato

Per due o tre lavoretti ogni tanto, lavorando come privato senza partita IVA, la forma è la prestazione occasionale: a un privato fai una ricevuta, e sopra una certa cifra nell'anno ci sono regole che è bene sapere. È spiegato tutto, con i limiti e la ricevuta da compilare, in prestazione occasionale: cos'è e come si fa.

Due regole pratiche, che valgono più dei moduli:

  1. Prezzo detto prima, per scritto. Anche solo un messaggio WhatsApp: «armadio e letto, 110 € tutto compreso, sabato alle 15». Ti sembra eccessivo per un letto? Il giorno che il cliente dice «pensavo meno» hai la risposta già pronta. Il perché è in cosa avere per iscritto prima di iniziare.
  2. Pagamento a fine lavoro, prima di andare via. Contanti, bonifico istantaneo o un'app di pagamento, ma il giorno stesso. «Te li giro la settimana prossima» da una persona che hai visto una volta è la frase con cui inizia ogni storia di soldi mai arrivati.

Dove trovi i primi clienti

Non su un sito, almeno all'inizio. I primi tre clienti di un servizio così arrivano da persone che ti conoscono già:

  • il gruppo della tua casa, del tuo corso, del tuo studentato: a ottobre metà di loro ha uno scatolone da aprire;
  • i gruppi Facebook di quartiere e i gruppi «affitti studenti» della tua città, dove chi si trasferisce chiede consiglio;
  • la bacheca dell'università, quella di carta e quella online;
  • chi ti conosce e ha genitori, nonni, zii che hanno appena comprato un mobile e non hanno voglia di montarlo.

Dopo ogni lavoro fai una foto del mobile montato (con il permesso del cliente, senza persone né cose sue) e chiedi una cosa sola: «se ti sei trovato bene, mi passi a qualcuno?». In questo servizio il passaparola è quasi tutto. Il resto lo fai essendo puntuale e lasciando la stanza più pulita di come l'hai trovata, con i cartoni piegati e portati giù. Lo ricordano più del mobile.

Se ti stai chiedendo se questo è davvero il servizio giusto per te o se sai fare altro che si vende meglio, c'è un pezzo apposta: come capire cosa sai fare che qualcuno pagherebbe.

La cosa da fare domani

Apri Subito.it, cerca «montaggio mobili» nella tua città e segnati i prezzi dei primi dieci annunci di privati: quanto chiedono per un armadio e se mettono un minimo di uscita. Fai la media e togli un 20-30%: quello è il tuo prezzo di partenza.

Poi scrivi un messaggio di quattro righe nel gruppo del tuo corso o del tuo studentato: «Monto mobili in kit (letti, armadi, librerie) nella zona di [quartiere]. Ho l'avvitatore, prezzo a pezzo, mi pagate a lavoro finito. Scrivetemi se avete scatoloni fermi da settembre». Allega la foto del tuo armadio montato.

Se il primo lavoro lo fai a un amico, fattelo pagare lo stesso, anche poco. Il prezzo detto ad alta voce la prima volta è quello che ti rende facile dirlo le altre cento.


Hai una domanda su montaggio mobili, traslochi o su come fare il prezzo? Scrivimi in DM, rispondo io: ig.me/m/ale.towro

Hai una domanda su questa cosa?

Scrivimi, rispondo io. E se la domanda è buona diventa la prossima guida.

Scrivimi una mail

Oppure copia l'indirizzo: ale@studentelavoratore.com

Non vendo niente e non ti propongo niente. Se ti serve una mano a capire una cosa, quella è la porta.